domenica 24 marzo 2019

Report sull'incontro di APM a Limite sull'Arno



"Accolti da una splendida giornata di sole, quasi un anticipo d’estate, si è svolto, ieri, l’incontro regionale per la Toscana dell’Associazione Nazionale Piccoli Musei, cui sono intervenuti i rappresentanti di vari musei toscani e Andrea Gori, referente per le attività educative del Museo Galileo di Firenze. E’ stata non solo una giornata di discussione sul tema “Il museo e la scuola”, ma anche un’occasione di confronto e scambio di esperienza tra professionisti museali, ed anche un ritrovarsi tra amici con cui negli anni passati ci si è conosciuti durante i convegni dell’Associazione Nazionale Piccoli Musei o altre iniziative dell’APM".
Vi segnaliamo un post di Caterina Pisu sul convegno tenuto a Limite sull'Arno


martedì 19 marzo 2019

Attività remiera di oggi e cantieristica storica: il racconto di un piccolo museo



Dall'attività remiera di oggi, alla storica cantieristica navale: un piccolo museo con tante storie da raccontare.
Giornata inaugurale del programma di attività 2019. Sabato 23 Marzo dalle 10 alle 18.

Il Museo di Limite dedicato alla storia della cantieristica navale e del canottaggio, luogo di narrazioni assolutamente uniche in cui il fiume Arno è il filo rosso di un avvincente viaggio tra passato e presente, prosegue nel proprio impegno per la valorizzazione e la divulgazione di un importantissimo patrimonio della comunità limitese e non solo.
Partirà infatti il prossimo 23 Marzo, con una giornata densa di eventi, il programma di attività 2019, che si prospetta ricco di obiettivi e novità, già annunciate dalla scelta della nuova denominazione di MU.RE – Museo Remiero, Centro di documentazione “Mario Pucci” della cantieristica navale e del canottaggio a Limite sull'Arno.
Il 2019 vedrà sia l'avvio del percorso per la realizzazione di un nuovo allestimento sia un intenso lavoro per l'attivazione di progetti integrati e trasversali e per lo sviluppo di reti e collaborazioni; tutto per concorrere a valorizzare al meglio la natura del Mu.Re nei suoi temi di museo del lavoro e dello sport e nella sua vocazione di museo partecipato che pone al centro il legame con il territorio e la sua comunità e l'accoglienza degli ospiti con esperienze originali e coinvolgenti.
Uno spirito questo espresso a pieno dalla scelta di aderire dal 2019 all'Associazione Nazionale dei Piccoli Musei - APM, il cui convegno regionale apre proprio la giornata del 23 Marzo, affrontando un aspetto centrale della futura progettualità del Mu.Re, ovvero il rapporto tra il Museo e la Scuola.
I lavori del convegno inizieranno alle 10 presso la sede della Società Canottieri La Mollaia, e proseguiranno fino alle ore 14,00. Il convegno - aperto dai saluti del Presidente della Società Canottieri Filippo Busoni, del Sindaco di Capraia e Limite Alessandro Giunti, del Presidente dell’Associazione Culturale Museo Remiero Flavio Bini e del Presidente dell'APM Giancarlo dell'Ara – vedrà gli interventi di Caterina Pisu, Direttrice del Museo della Navigazione nelle Acque Interne (MNAI) di Capodimonte, e di Andrea Gori, responsabile delle attività educative del Museo Galileo di Firenze, e si caratterizzerà per una sessione laboratoriale, introdotta da Marzio Cresci, direttore scientifico del Mu.Re e coordinatore APM – Regione Toscana, con un lavoro di gruppo per tavoli tematici, aperti ad operatori museali e docenti. Una mattinata di lavoro estremamente concreta per individuare argomenti condivisi su cui impostare azioni progettuali di rete già dal 2019.
Dalle 14,30 una camminata lungo l'Arno da La Mollaia alla sede del Mu.Re in Piazza Cesare Battisti, darà avvio al programma pomeridiano che proseguirà fino alle 16,30 con altri eventi e protagonisti.  Si parte con l'inaugurazione della scultura donata dall'artista Sabina Feroci, realizzata nel 2018 a partire dai racconti di Tito Paroli, maestro d'ascia e memoria storica del Mu.Re, nell'ambito del Festival delle Narrazioni promosso dal Mudev – Museo Diffuso Empolese Valdelsa con la direzione di Cinzia Compalati e Andrea Zanetti. Segue l'inaugurazione della nuova dotazione multimediale donata al Museo dalla Società Navigo – Innovazione e Sviluppo della Nautica, con la partecipazione di Pietro Angelini e Katia Balducci, rispettivamente Direttore e Presidente di Navigo, e la proiezione di un filmato d'archivio del 1946 del varo in Arno di un bovo dei Cantieri Picchiotti, storico marchio della nautica limitese di rilevanza internazionale.
Sarà proprio la famiglia Picchiotti a regalare una ennesima sorpresa conclusiva a questa giornata inaugurale, presentando un documento dell'archivio famigliare con delibera autografa del Granduca Leopoldo II del 1858, che rimarrà esposto al Mu.re fino alla metà del mese di aprile.
Questo Opening Day 2019 è dedicato alla memoria di Mario Pucci, di tutti i maestri d'ascia e di quanti con il loro impegno, la loro passione e il loro patrimonio di esperienze hanno consentito e tuttora consentono di conoscere e diffondere le tante storie del Mu.re.

Ufficio Stampa – Museo Remiero"

venerdì 1 marzo 2019

Il Museo e la Scuola

La Conferenza regionale dei piccoli musei della Toscana, che avrà come tema “Il Museo e la Scuola”, si terrà sabato 23 marzo, in località La Mollaia (Comune di Capraia e Limite). 
Di seguito il programma dettagliato.



giovedì 14 febbraio 2019

Quanti sono i piccoli musei? Un commento ai dati ISTAT


Di seguito un commento all'ultima rilevazione ISTAT sui musei italiani a cura della professoressa Valeria Minucciani, docente al Politecnico di Torino e responsabile APM Piemonte.
Il 29 gennaio 2019 è stato pubblicato l’esito della rilevazione ISTAT relativa al 2017 su musei e istituti similari, pubblici e privati, aperti al pubblico in Italia. Apprendiamo che nel 2017 il patrimonio culturale italiano ne vanta 4.889 e di questi l’82% sono appunto musei, gallerie o collezioni.
Che cose emerge, in sintesi? 
Il quadro non sembra molto cambiato rispetto al 2011: il patrimonio di musei e istituti similari si è ulteriormente consolidato, ma le risorse – finanziarie e umane - sono in continuo calo nonostante numeri da record (nel 2017 si è toccato il record assoluto di oltre 119 milioni di ingressi).
Ancora una volta è evidente e viene esplicitamente riconosciuta la peculiarità del modello italiano(un patrimonio di piccoli musei diffusi capillarmente), già emersa nel precedente censimento. Si rileva con chiarezza che la piccola dimensione genera molte difficoltà poiché “…si riflette anche sulla capacità organizzativa. Le organizzazioni con meno di 1.000 visitatori sono il 41,3% del totale e dispongono di modeste risorse finanziarie e organizzative….”.Si rileva che hanno problemi di personale e stentano a tenere aggiornato un sito web, a proporre mostre a carattere temporaneo, a disporre di una “Carta servizi”. Per questo “il 42,5% degli istituti aderisce a reti o sistemi museali organizzati, che comprendono altri musei o istituti, al fine di condividere risorse umane, tecnologiche e/o finanziarie…”ma tale propensione si registra soprattutto nei musei pubblici.
I musei italiani hanno difficoltà legate agli orari di apertura, ma “nonostante la riduzione di investimenti e risorse finanziarie e umane, il 63,7% degli istituti è stato aperto almeno 24 ore settimanali, compreso il sabato o la domenica, sette su dieci almeno cento giorni l’anno, ovvero almeno un’intera stagione”.Inoltre uno su cinque prevede l’accesso esclusivamente a titolo gratuito e quasi uno su quattro non emette alcun tipo di biglietto. 
Gli operatori sono notevolmente calati negli ultimi anni, e l’impiego dei volontari resta alto: molto meno della metà delle istituzioni sono dotate delle figure professionali previste (dal Direttore all’Addetto ai servizi didattici al Responsabile amministrativo). Pur crescendo il numero dei musei che fruisce di contributi e finanziamenti pubblici, le strutture che hanno registrato meno di 1.000 ingressi risultano penalizzate e ne beneficiano in misura molto minore.
Tre commenti a margine.
Prima di tutto, il criterio con cui sono state censite le istituzioni non rende giustizia della grande ricchezza diffusa sul territorio nazionale. Nonostante la definizione di “museo” riportata nel glossario del report, e nonostante si chiarisca che l’indagine “ha interessato tutti gli istituti, sia statali sia non statali, di diversa tipologia e dimensione, aperti al pubblico con modalità di fruizione regolamentata”, la nota metodologica precisa che sono stati censiti gli istituti “in elenco” ovvero quelli di cui il Ministero è titolare e quelli risultanti alle Regioni, che come sappiamo mettono a monte una serie di paletti che da sempre l’APM contesta. In altre parole, un enorme “sottobosco” di musei è stato ignorato: è noto che all’APM ne risulti un numero ben maggiore, se si conteggiano anche quelli “piccoli” che nonostante non rispettino gli standard sono nondimeno molto fervidi e produttivi. Per intenderci, stiamo parlando di cifre non a tre bensì a quattro zeri: limitarsi a ignorarli non sembra una soluzione molto costruttiva.
In secondo luogo, le questioni poste riflettono soprattutto dati quantitativida cui sembra desumersi (a nostro parere non del tutto legittimamente) anche un quadro qualitativo. Avere tutte le figure professionali necessarie non significa che la centralità del visitatore sia davvero garantita. Avere molti finanziamenti non implica necessariamente che le attività proposte siano davvero coinvolgenti. Avere grandi numeri di visitatori non garantisce che escano davvero soddisfatti. E potremmo continuare. 
Infine, una volta di più vengono messe in luce nel report ledebolezzedei piccoli musei nonostante siano altresì leggibili in filigrana, dati alla mano, le loro potenzialità.Si tratta di un tipico approccio a queste realtà, che ne vede soltanto gli aspetti problematici. Il fatto è che a livello governativo e gestionale poco o nulla viene fatto per ovviare a tali croniche difficoltà, al di là di incentivi a “fare sistema” che non sempre sono pertinenti né opportuni. Il “sistema” va infatti creato non a livello di istituti museali, bensì a un livello politico capace di elaborare progetti complessi sotto la guida di un Ministero che mostri davvero di essere capace di un approccio innovativo al nostro patrimonio. Ma francamente al momento non ci sono segnali forti in questa direzione.

Valeria Minucciani

venerdì 8 febbraio 2019

Due cuori e un piccolo museo


A San Valentino visita un piccolo museo!
La campagna dell'Associazione Piccoli Musei, curata dallo studio +Fortuna 

mercoledì 16 gennaio 2019

"Esperto in attività laboratoriali nel rapporto scuola-museo – II Edizione"


"Esperto in attività laboratoriali nel rapporto scuola-museo – II Edizione"
#Corso di perfezionamento e aggiornamento professionale, A.A. 2018/2019
Direttore del Corso – Prof. Massimo Faggioli
Coordinatore del Corso – Prof. Marzio Cresci

lunedì 14 gennaio 2019

Fare rete tra piccoli musei non è sempre facile, ma necessario



ESPERIENZE MUSEOGRAFICHE NELLE VALLI BERGAMASCHE,
TRA VALORIZZAZIONE CULTURALE E LOCALISMO ESTREMO
"37 realtà museali presenti nelle valli Brembana e Seriana, in Provincia di Bergamo, una ricerca-reportage volta ad indagare l’oggettiva funzionalità di questi istituti culturali, che si pongono come obbiettivo quello di trasmettere e di conservare conoscenze e memorie, legate al contesto territoriale nel quale i musei sono inseriti, tramite l’esposizione di oggetti e l’allestimento di percorsi educativi e tematici. Dalla vulcanica volontaria del Museo di San Lorenzo di Zogno (Valle Brembana), allo sgarbato centralinista del Museo xxxx, che non voleva comunicarci gli orari di apertura, ai sette musei inerenti il lavoro nelle cave e nelle miniere, agli allestimenti polverosi, la muffa, gli animali impagliati e i tarli iperattivi, le esperienze di visita sono confluite in un catalogo tragicomico di realtà mai indagate con spirito critico. È emersa una situazione densa di criticità, laddove sono pochi i piccoli musei che dimostrano di saper affrontare e gestire gli obbiettivi di divulgazione e conservazione delle memorie con consapevolezza e un adeguato utilizzo di risorse. È risultato che il difetto più grande dei musei presi in esame non è lo scarso valore delle collezioni, ma la difficoltà delle singole realtà nel saper creare rete e nell’uscire da visioni eccessivamente focalizzate sul contesto locale. L’analisi delle esperienze museografiche delle valli rendono evidente che sarebbe auspicabile una maggiore attenzione all’indagine interdisciplinare del territorio nel quale sono inserite, e dei rapporti con le aree contigue, al fine di creare narrazioni esaustive e chiare. L’indagine ha dimostrato anche la ridondanza di alcune proposte museali, con tematiche che si ripetono in musei distanti pochi chilometri gli uni dagli altri, ma anche il difetto opposto, che vede alcuni temi e specifiche memorie delle valli non affrontati in nessuna delle collezioni, di cui si può sentir parlare solo in occasione di eventi temporanei o di cui si tace completamente. Anche queste narrazioni mancate sono sintomatiche di una insufficienza di riflessioni coordinate e di progettualità condivise". Sara Invernizzi
Sara Invernizzi è Dottoressa in Culture Moderne e Comparate, laureata a ottobre 2018 presso l’Università degli Studi di Bergamo, appassionata di cultura e folklore orobico, indaga e cerca di scoprire come la cultura prealpina riflette su se stessa e racconta le proprie memorie.
Nell'immagine in alto: Museo del tessile Martinelli Ginetto di Leffe, Valle Seriana