mercoledì 2 dicembre 2020

Finanziamenti e Osservatorio per i Piccoli Musei

 


Con grande soddisfazione informiamo tutti i Piccoli Musei italiani che il decreto di “Riparto del fondo di finanziamento per i Piccoli Musei” è stato firmato dal Ministro e pubblicato sul sito del Ministero.

Segnaliamo la dotazione di 2 milioni di euro a partire dall’anno 2020, rivolta ai musei regionali, provinciali, civici o privati, gestiti da soggetti pubblici o da organizzazioni non profit, e inoltre viene istituito l’Osservatorio nazionale dei Piccoli Musei, in questi termini:

1. È istituito presso la Direzione generale Musei l’Osservatorio sui piccoli musei, composto da tre rappresentanti del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, uno dell’Istat e uno dell’Associazione nazionale piccoli Musei. 

2. L’Osservatorio opera con le finalità di analizzare la realtà dei piccoli musei e presentare proposte per accrescerne l’attrattività e l’integrazione nello sviluppo culturale del territorio, compresa l’istituzione del marchio “piccoli musei”, nonché di promuovere la rete dei piccoli musei, favorendo altresì la sinergia con gli enti locali e i soggetti operanti sul territorio di riferimento. 

https://media.beniculturali.it/mibac/files/boards/be78e33bc8ca0c99bff70aa174035096/DECRETI/DM%20451%208%20OTTOBRE%202020%20ripartizione%20fondi%20Piccoli%20Musei%20-signed.pdf

venerdì 13 novembre 2020

Piccoli Musei narranti. Un nuovo progetto APM

 


Piccoli Musei narranti, una iniziativa dell'Associazione Nazionale Piccoli Musei

 

Dalla prossima settimana, l'APM - Associazione Nazionale Piccoli Musei lancia l'iniziativa "Piccoli Musei Narranti", una maratona di letture, da qui a gennaio, curata dai piccoli musei italiani. Possono partecipare tutti, sia i musei che aderiscono all'APM, sia i non soci. Basta scegliere  un’opera  letteraria,  un  racconto,  una  narrazione  oppure  degli  articoli  di  giornale: l'importante è che i racconti rappresentino il museo, la sua comunità e il territorio cui appartiene. Per aderire è possibile inviare un'e-mail a info@piccolimusei.com e vi verranno inviate le istruzioni. Non ci saranno obblighi di giorni fissi di pubblicazione, ma almeno un contributo ogni due settimane da pubblicare nei propri spazi web e social. L'APM li ricondividerà e li raccoglierà nel proprio canale Youtube, dando vita ad una biblioteca digitale dei Piccoli Musei che arriverà a contare almeno 350 opere audio e video, sempre fruibili, anche dopo la conclusione dell'iniziativa: unastupenda risorsa per tutti e, in particolare, per le attività educative. E' proprio il caso di ribadirlo: #chiusinonfermi questipiccoli musei!

Hanno già aderito 50 musei da 12 differenti regioni. Non ci sarà un termine ultimo per presentare la propria adesione, sarà possibile farlo in qualsiasi momento.

Con questa manifestazione intendiamo mantenere accesa la luce dei riflettori sui nostri musei, purtroppo chiusi a causa dell'emergenza sanitaria da Covid-19.

Ora, più che mai, il legame con le nostre comunità deve essere rafforzato ed anche il compito dei musei è fondamentale per superare questo difficile momento.

Ulteriori informazioni sul sito dell'APM, piccolimusei.com e sulla nostra pagina Facebook, @apmusei, seguendo gli hashtag #piccolimuseinarranti e #chiusinonfermi.

Ufficio stampa APM

domenica 1 novembre 2020

Considerazioni al termine del X Convegno Nazionale APM


Si è concluso sabato scorso il convegno annuale dell’Associazione Nazionale Piccoli Musei che quest’anno è arrivato alla decima edizione. E’ il primo convegno che si è svolto interamente online, a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, ma non abbiamo voluto rinunciare al nostro modello tradizionale di convegno che ogni anno vede ospitanti varie località del nostro Paese in cui sono presenti piccoli musei: quest’anno, quindi, hanno ospitato virtualmente l’incontro la città di Farnese, nel Lazio, nella provincia di Viterbo, con il Museo Civico “F. Rittatore Vonwiller, e Radda in Chianti, in Toscana, nella provincia di Siena, con il Museo Diffuso del Chianti Senese.
I lavori sono stati aperti dal Sindaco di Farnese, Giuseppe Ciucci, che ha portato i saluti dell’amministrazione comunale e della cittadinanza a tutti i convenuti, e, in rappresentanza del Comune di Radda in Chianti, l’Assessore alla Cultura Marco Venturi.
Marco D’Aureli, coordinatore del Sistema Museale del Lago di Bolsena, di cui fa parte anche il Museo Civico di Farnese, ha salutato i partecipanti a nome dei musei del Simulabo, con una interessante e coinvolgente introduzione in cui ha ricordato il valore dei piccoli musei e il loro importante apporto alla società.
Dopo la relazione di apertura del Presidente dell’Associazione Nazionale Piccoli Musei, Giancarlo Dall’Ara, al microfono si sono avvicendati diciannove studiosi, ricercatori e direttori di musei da tutta Italia: dal Lazio e dalla Toscana, dall’Abruzzo, dall’Emilia Romagna, dal Piemonte, dalla Lombardia, dal Trentino e dalla Puglia. Ciascuno ha portato la propria esperienza, i progetti, le proposte originali, come le “finestre poetiche” del Museo della Civiltà Grika di Calimera (LE), i piccoli musei e le “piccole scuole”, movimento nazionale di Indire dal 2017, il museo inteso come “casa”, come ci ha ricordato il Museo dei Tasso e della Storia postale, in Lombardia; e ancora i veterani dell’APM, il Museo del Bottone di Sant’Arcangelo di Romagna e il Museo della Bora di Trieste che, pur non essendo musei riconosciuti per le normative attuali, eppure sono noti in tutto il mondo e svolgono un ruolo culturale di primo piano all’interno delle proprie comunità. A questo proposito non si può non rilevare il contributo che le esperienze locali riescono a dare per la valorizzazione delle proprie specificità culturali, come è il caso del centro di documentazione CeDTerra, nato per valorizzare e diffondere la cultura degli edifici in terra cruda e che ha raccolto un vasto patrimonio documentario sulla presenza delle case di terra cruda, memoria storica dell'Abruzzo. Cinzia Murolo ci ha parlato di musei e accessibilità, in particolare di un progetto di recupero delle sonorità antiche attraverso l’archeologia sperimentale presso il Museo Archeologico del Territorio di Populonia. Infine, si è parlato di didattica in presenza e a distanza con le significative esperienze realizzate durante il lockdown dal Museo Remiero di Limite sull’Arno e dal Museo Diffuso del Chianti, di partecipazione pubblica alla vita di un museo archeologico con il Museo Civico Archeologico dell’Agro Cimino, di rivitalizzazione dei borghi grazie all’apporto dei musei, come nel caso del Museo di Montefoscoli e ancora del Museo Diffuso del Chianti. Non sono stati tralasciati i temi cardine della ricerca dell’APM, come il concetto di “museo accogliente”, trattato da Valeria Minucciani del Politecnico di Torino; l’uso delle nuove tecnologie nei musei, con l’esperienza del Museo Martinitt e Stelline di Milano; il rapporto indissolubile tra musei e territorio, trattato da Annalisa Bonomi. Novità di quest’anno, la finestra aperta sulla precarietà della professione museale, in particolare nei musei civici dei piccoli centri, di cui ha dibattuto Caterina Pisu, direttore scientifico del Museo Civico “F. Rittatore Vonwiller” di Farnese.
Il convegno è stato registrato interamente e a breve il video sarà disponibile sul sito dell’APM.
Come altri hanno già detto, non ci aspettavamo di ricevere da un convegno a distanza le stesse emozioni che eravamo soliti provare durante i nostri incontri annuali in presenza. C’è stato molto coinvolgimento, interesse ed anche momenti di forte emozione che sono serviti a ricordarci che ““l’identità di un piccolo museo dipende dalle persone che ci lavorano. Chi dà vita a un museo sono le persone, chi accoglie sono le persone, chi anima, chi fa tornare i visitatori, chi divulga, chi conserva e tutela sono le persone” (Giancarlo Dall’Ara).
In questi anni dieci anni di incontri e di reciproco confronto all’interno dell’APM, si è cercato di spiegare il motivo della scelta di questa definizione, l’unica che poteva racchiudere in due parole un mondo vastissimo composto da musei statali, regionali, civici, diocesani, aziendali, privati, tutti differenti tra loro ma che sono accomunati dal forte legame con il contesto sociale, il territorio, la comunità in cui operano.
L’intuizione di Giancarlo Dall’Ara, fondatore dell’APM, è stata quella di pensare ad una nuova cultura gestionale dei Piccoli Musei che fosse in grado, appunto, di valorizzarne le specificità che li distinguono rispetto ad un grande museo. Già negli anni Settanta, Kenneth Hudson teorizzava che i grandi musei dovrebbero comportarsi come un insieme di musei piccoli per poter svolgere le proprie funzioni in modo efficace; questo perché la piccola dimensione avvicina le persone, non è compatibile con l’affollamento, sa accogliere ciascuno in modo personalizzato: è la gestione accogliente che fin dalla sua nascita, l’APM ha scelto come elemento fondante della propria teoria sui piccoli musei. E’ chiaro che non è semplice dare una definizione esatta del termine “piccolo museo” per il fatto stesso che le componenti in gioco sono molteplici, articolate e disuguali. D’altronde non è forse la stessa difficoltà che da sempre accompagna tutti i tentativi di voler definire i musei in generale? Eppure, negli ultimi anni sembra che l’applicazione degli standard si sia fatta ancora più rigorosa, cercando forzatamente di rinchiudere i musei entro schemi rigidi, fatti per selezionare, per escludere. Alcuni studiosi se ne sono accorti da tempo, come Maurizio Maggi che si è occupato a lungo di musei come ricercatore dell’Ires, e che è stato membro dell’Icom Italia. Riporto qui alcuni passaggi illuminanti al riguardo, tratti dal volume “I musei” (a cura di Vittorio Falletti e Maurizio Maggi, Il Mulino, 2012, pp. 179-181):
“I piccoli musei avrebbero bisogno piuttosto di un modello diverso da quelli grandi. Per loro gli indicatori tradizionali sono spesso privi di senso. Il servizio che i piccoli musei possono offrire è legato al rapporto più diretto con la comunità, alla partecipazione, alla didattica di base, al rapporto con le produzioni e con ii produttori locali, alla flessibilità e capacità d’adattamento, e il volume di visite o l’ampiezza degli orari d’apertura non sono probabilmente i migliori indicatori del loro successo.”
“Il bilancio di un piccolo museo locale o di un ecomuseo o di tante altre iniziative di recupero e interpretazione del patrimonio difficilmente classificabili nella rigida tassonomia degli standard, non può indicare, per sua natura, la dimensione del proprio personale, né tanto meno le sue qualifiche. Anzi, il concorso di personale volontario e la disponibilità di alcune persone a fare molto di più di ciò che dovrebbero contrattualmente, sono tra gli indici di successo di un piccolo museo, ben più del numero di visite. Il criterio che sembra essere alla base di questa parte degli standard è molto aziendale e anche superato: molte innovative aziende private ragionano ormai in termini di bilancio sociale”
E ancora Maggi evidenzia come sulla base dei contesti legislativi attuali alcuni musei, privi degli standard indicati, rischiano di rimanere esclusi:
“Tutto ciò richiama alla mente le analogie tra forme culturali e forme di vita. Se “vita” è qualcosa di connesso alla complessità e all’emergenza, nel senso di emergere dal caos come forma definita, è più utile domandarsi non cosa sia, ma cosa faccia un museo e definire se appartenga o meno alla specie a partire da questo. Ciò significa che è più efficace osservare i suoi risultati che i suoi prerequisiti, che è meglio osservare i suoi frutti che le sue radici”.
Riteniamo che il dibattito sui musei dovrebbe ripartire da queste considerazioni. Sarebbe utile concepire meno standard ed elaborare, piuttosto, una più attenta analisi delle singole realtà culturali del nostro Paese in ragione dell’effettivo apporto in termini di sviluppo culturale e sociale del contesto in cui esse operano. Questo è ciò che l’APM ha suggerito fin dal 2007, coinvolgendo tanti musei differenti, senza trascurare quei musei che per gli standard non possono essere considerati tali, ma che non solo attirano pubblico, a volte molto più dei musei accreditati, ma soprattutto svolgono una funzione sociale importante, compiendo azioni di ricerca e di documentazione ed impegnandosi nell’ambito educativo.
Marzio Cresci e Caterina Pisu
(organizzatori del X Convegno Nazionale APM)

sabato 24 ottobre 2020

Report del X Convegno Nazionale dei Piccoli Musei




Difficile sintetizzare in poche righe i contenuti veicolati con passione al X Convegno Nazionale dei Piccoli Musei (23 e 24 ottobre - 2020). Il Convegno organizzato per la prima volta online non ha perso molto, da questo punto di vista, rispetto alle iniziative in presenza.

Diversi relatori hanno presentato progetti e ricerche che caratterizzano in questo Scenario molte realtà museali di piccola dimensione.

Si è parlato di legame con il teritorio e le comunità locali, di Piccoli Musei che rigenerano le comunità locali e anzi che diventano essi stessi piccole comunità.

In questo incontro è tornato al centro del dibattito il tema dell’accoglienza, che da sempre caratterizza i PM, e che è stato affrontato da diversi relatori con suggerimenti e prospettive nuove.

Il Convegno ha stimolato il confronto di esperienze diverse, arricchito dalle testimonianze dirette di chi ogni giorno vive la realtà dei piccoli musei.

Molti gli inviti rivolti alle Istituzioni e alla politica, come quello di liberare i piccoli musei civici dalle ingerenze “partitiche” così che siano garantite assieme alla loro storia anche le loro specificità. Alle Associazioni dei professionisti museali che hanno scritto al Ministero contro il Bando di finanziamento dei piccoli musei infine l’invito a rispettare il 95% dei musei italiani che è di piccola dimensione, ed è orgogliosa di questa specificità.




venerdì 23 ottobre 2020

I PM del prossimo decennio - sintesi relazione Dall'Ara


 

I Piccoli Musei del prossimo decennio

X Convegno Nazionale Piccoli Musei 

Sintesi dell’intervento di Giancarlo Dall’Ara, Presidente Ass.ne Nazionale Piccoli Musei

 

All’inizio della nostra storia i Piccoli Musei non c’erano, c’erano i Musei. E i piccoli?

L’immagine dei Piccoli Musei veicolata sulla stampa in questi 10 anni evidenzia tre diverse posizioni:

1.    Assenti/marginali

2.    La scoperta

3.    Troppi, meglio non farli nascere

La prima posizione, quella dell’assenza/marginalità, faceva si che si parlasse di piccoli Musei, in genere nelle cronache locali, solo quando erano a rischio chiusura, o quando chiudevano definitivamente.

La seconda posizione è stata invece quella della scoperta, per la quale i Piccoli Musei esistono, alcuni sono dei veri tesori da scoprire e da consigliare, ma sono troppi. “Troppi, poveri ma belli”, titolava il quotidiano “La Stampa” nel novembre 2013 presentando una ricerca Istat.

E si arriva alla terza posizione per la quale i PM sono inutili, doppioni dove si espongono le stesse anforette, gli stessi cocci, indistinguibili tra loro. E per questo sarebbero senza visitatori.

Tre posizioni che si commentano da sole, e che nascondono un pregiudiziol’aggettivo “piccolo” in Italia, è un aggettivo penalizzante, un diminutivo, insomma un concetto in negativo che sottolinea le mancanze, non le differenze.

Per scardinare queste visioni e quel pregiudizio, e dare così spazio e valore ai PM è nata l’Associazione Nazionale Piccoli Musei (APM), che ha avviato un ciclo di convegni nazionali, di Giornate Nazionali e di iniziative di approfondimento, formazione e sensibilizzazione di carattere regionale e locale.

Ma veniamo all’oggi e al tema del Convegno: “I Piccoli Musei del prossimo decennio”. Il modello sul quale si è da tempo costruito il successo dei grandi musei e delle mete d’arte, quello dell’affollamento, degli eventi-ressa, ha mostrato tutti i suoi limiti: è un modello insostenibile sia dal punto di vista ambientale che sociale. Correttamente è stato definito un modello dissipativo delle risorse disponibili liberamente, quali appunto l’ambiente, i beni culturali, i centri storici…. 

Una delle possibili soluzioni è quella di adottare modelli di sviluppo puntiformi, non irrigiditi con formule quali gli itinerari turistico-culturali, o i pacchetti, che finiscono per incanalare e ricreare affollamenti.

E’ dunque il momento dei Piccoli Musei: in una strategia che vada oltre “i soliti giri” e i luoghi da cartolina. I PM possono dare un contributo strategico allo sviluppo diffuso e compatibile. Si è già visto infatti che anche quando un PM registra numeri rilevanti riesce a farlo in modo governato e sostenibile.

Perché questo scenario accada occorre assumere il punto di vista per il quale “grande e piccolo si caratterizzano a vicenda”.

Giancarlo Dall’Ara, Presidente APM

 

mercoledì 21 ottobre 2020

23 e 24 ottobre: X Convegno Nazionale Piccoli Musei

 



“I piccoli musei del prossimo decennio” è il titolo del 10° Convegno dell’Associazione Nazionale dei Piccoli Musei, che come ogni anno offre spazio e da’ voce ai rappresentanti dei 12 mila piccoli musei italiani.

Come da tradizione l’organizzazione del Convegno è affidata ad alcuni Piccoli Musei; quest’anno sono state scelti i Piccoli Musei di Lazio e Toscana, ed in particolare: il Museo Civico "Ferrante Rittatore Vonwiller" di Farnese (VT), e il Museo Diffuso del Chianti (FI). Il Convegno si tiene su Zoom il 23 e il 24 ottobre.

Tra i temi affrontati nell’incontro il ruolo dei Piccoli Musei nello sviluppo compatibile dei borghi e nei centri minori, il progetto “un Piccolo Museo in ogni Piccola Scuola”, le nuove tecnologie e l’innovazione a supporto dei Piccoli Musei, la didattica a distanza e le reti museali.

Venti i relatori in rappresentanza di PM di Toscana, Lazio, Piemonte, Puglia, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino, Lombardia e Abruzzo.

Sono previste “pause caffè” durante le quali saranno messi online il trailer dello sceneggiato “Le avventure di Pinocchio” di Luigi Comencini (1972) girato nel Comune di Farnese, e un video girato nel Chianti su un’esperienza didattica che utilizza anche lo spazio di un sito archeologico.

Questa la email per iscriversi e partecipare all’incontro: xconvegnonazionaleapm@piccolimusei.com