giovedì 12 gennaio 2012

I Piccoli Musei sono "tutto", ma contano poco

Come molti di voi sanno, dopo tre anni di seminari e Convegni sui temi dei piccoli musei, dopo aver trovato molto consenso sulla necessità di imparare a gestire i piccoli musei in modo diverso dagli altri musei, abbiamo deciso di dare vita ad una Associazione Nazionale che presenti alle Istituzioni, alle Regioni, e a chi si occupa di Beni Culturali il punto di vista dei piccoli musei. Per valorizzare i piccoli musei, e quanto essi rappresentano, occorrono norme diverse, specifiche, ma occorre anche pensare a profili professionali e competenze adeguate, e più in generale occorre un approccio culturale nuovo, che non replichi in piccolo quanto i grandi musei fanno. Molti di voi sanno che oggi i piccoli musei del nostro paese sono oltre il 90% dei musei "classificati", e sono il 100% dei musei non riconosciuti. Si tratta di un numero straordinario che fa pensare alla celebre affermazione di Sieyès: «Che cosa sono i piccoli musei? Tutto, o quasi. Che cosa sono stati finora nell'ordinamento politico? Nulla. Che cosa chiedono? Chiedono di essere qualcosa».
Ecco, questa piccola provocazione vuole sintetizzare il molto che c'è da fare per aiutare i piccoli musei a restare aperti, a fare iniziative efficaci, ad avere più visitatori e più consenso, e a svolgere meglio i propri compiti e le proprie funzioni culturali. Il 5 e il 6 novembre si terrà ad Amalfi il nostro terzo Convegno Nazionale, ma prima contiamo di dare vita ad altri appuntamenti e incontri, e pubblicheremo le nostre tesi, le nostre esperienze, e anche i nostri "sogni". Per tutto questo, e anche per valorizzare le tante piccole realtà di interesse, abbiamo bisogno di alleati. Fatevi sentire.

3 commenti:

  1. A volte ho la triste sensazione che indipendentemente dal legislatore, chi ha in mano i "fili" dei piccoli musei, sia poco predisposto ai "cambi di rotta"...

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  2. Lavorando in un piccolo museo so che, spesso, si vorrebbe poter fare qualcosa di più. Purtroppo, come scritto nell'articolo, i piccoli musei, come in generale tutti i musei civici, semplicemente non esistono. Il Mibac, ad esempio, non li riconosce. Se ci sono, è solo per "gentile concessione" delle Soprintendenze (gli organi periferici del Mibac).
    Credo che già l'incontrarci (e magari sempre più numerosi) ed il parlare (ed il far parlare) sia un primo passo in avanti decisivo.
    Certo resta ancora molto, anzi moltissimo, da fare, ma, come scrisse qualcuno, anche i viaggi più lunghi iniziano mettendo un piede davanti all'altro....

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  3. E' proprio così: l'Italia è piena di piccoli musei che Regioni e Istituti Culturali non riconoscono, non valorizzano, non fanno conoscere, perchè privi degli standard che qualche funzionario si è inventato copiando un manuale americano, malamente tradotto. Per questo dobbiamo fare sentire una voce diversa agli Amministratori, ai funzionari, agli Enti e anche a tanti gestori improvvisati.

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