domenica 12 febbraio 2012

Al museo si andava per soffrire


In un testo di K. Pomian, dedicato alla storia del collezionismo, sono state raccolte le impressione dei viaggiatori del ‘700 e dell’800. Risulta che le raccolte, all'epoca, potevano essere ammirate solo a fatica, tramite accordi da prendere di volta in volta con i responsabili o i custodi. L’accesso era dunque molto molto complicato. Inoltre nei musei era proibito disegnare e scrivere. Soprattutto i musei italiani erano descritti come accumuli di dipinti l’uno sull’altro “mescolati senz’ordine, senza gusto, senza cornice, e senza intervallo, il che stordisce più che soddisfare la vista” (Il Sole 24 Ore, 25 aprile 2005).
Al museo si andava per soffrire. Si andava?

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