venerdì 24 febbraio 2012

Ascesa e declino del gigantismo culturale

Se siete venuti a leggere un Blog che ha come titolo "Piccoli musei", immagino che anche a voi, ogni tanto, sia venuta l'idea che c'è qualcosa che non va nel sistema dei finanziamenti per i "nuovi" grandi interventi nel campo dei Beni Culturali e in generale negli interventi sui musei di grande dimensione. Certo alcuni di quegli interventi hanno dato prova di funzionare bene, ma forse la maggior parte fin dall'inizio sembrava destinata a generare costi enormi, a fronte di un numero di visitatori modesto. Vi sarete chiesti anche voi: "Ma non sarebbe meglio puntare, sui piccoli musei, o sulle collezioni ..... già esistenti, e farne una rete formidabile, per molti versi unica al mondo?".
Se è così abbiamo, io e voi, altri due interessanti argomenti a favore.
Il primo è relativo alla situazione dei Musei di Genova di alcuni dei quali, si legge, che dopo i grandi interventi sulla città Capitale della Cultura "stiano precipitando nel baratro dell'insuccesso". Mi limito a riportare quello che ho letto sui quotidiani, anche se in cuor mio spero non sia vero.
La seconda riguarda i vicini francesi. In Francia la Corte dei Conti ha analizzato i 35 progetti culturali più importanti degli ultimi 5 anni, ed è giunta alla conclusione di dover mettere in guardia contro una politica di grandi progetti che comporta rischi sulla sostenibilità economica, e più precisamente mette in guardia contro il rischio di "dérapage budgetaire" dei grandi cantieri culturali.
(le notizie integrali alle quali faccio riferimento sono state scovate da Caterina Pisu che le ha pubblicate nella sua pagina FB)



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