mercoledì 8 febbraio 2012

Una nuova (brutta) generazione di nomi dei Musei italiani

MUdiPa no! No, per favore non chiamate così i musei, non fatevi male da soli! Ma non c'era un altro modo di chiamare il Museo Diocesano di Palermo? E non mi si dica che il nome è stato scelto apposta per essere criticato, e così diventare famoso, perchè allora basta scegliere un nome scurrile, e il "successo" si fa per dire, è garantito.
Il mio punto di vista sui nomi dei musei è semplice: tutti i nomi smaccatamente "orientati al prodotto", come direbbe il marketing, quelli che vengono scelti anche quando sono poco evocativi e anche quando sono tremendi (ad esempio "il museo del mulo", "il museo della segale", "dell'arenaria"...), e allo stesso modo, tutti i nomi americaneggianti (tipo "MOMA"), vengono adottati perchè manca un vero progetto di comunicazione del museo. Così in assenza di una strategia chiara, se ne copia un'altra.
E anche questo attiene al tema chiave di questo Blog: nel nostro Paese non c'è un teoria gestionale made in Italy dei musei. Abbiamo bisogno di costruirne una tutti assieme. Penso in particolare ad una cultura gestionale e di marketing adatta ai Piccoli Musei del nostro Paese (perchè è dei piccoli che ci occupiamo). In assenza di una cultura specifica ci troveremo davanti nomi di musei che invece di comunicare progetti e contenuti, imitano quelli delle discoteche o dei fast food, oppure sono così brutti che respingono i visitatori. I maghi del marketing degli anni '80 dicevano "nomi sbagliati buttano i prodotti fuori dal mercato".

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