venerdì 13 aprile 2012

Musei e volontariato. Parliamo di guide (2)



Ecco un commento di Giorgio Gallavotti al mio Post di ieri su questo argomento. "Non sempre la verità sta da una parte sola. Indubbiamente i grandi Musei, per la loro struttura ed esposizione di opere d’arte  di ogni genere, hanno la necessità di avere delle guide interne specializzate nel settore. Però vi è anche in questo caso: chi lo fa per passione sua propria, e trasmette il suo amore per quelle opere e le racconta in maniera eccezionale e chi lo fa per lo stipendio. Il visitatore se ne accorge subito di che tipo è la guida che lo accompagna. Ho girato moltissimo e mi sono trovato spesso in situazioni disastrose, nonostante  la guida sia stata prenotata ad una agenzia specializzata della città.
Per i piccoli Musei sparsi un po’ in tutta Italia, nell’Italia delle piccole città o grossi borghi, io penso che una guida volontaria, che conosce bene il luogo e le usanze della zona, e i reperti del Museo, sia molto più adatto di un professionista venuto da fuori. Quest’ ultimo non riuscirà mai a far capire l’anima di quelle cose in mostra. Sono  Direttore di un piccolo Museo del Bottone, che ho creato io, a Santarcangelo di Romagna e gestito da una associazione no profit. Le guide sono soci della Associazione tutte volontarie e posso assicurare che sul libro delle firme vi sono spesso e volentieri gli elogi per i reperti che raccontano la storia del mondo, ma soprattutto gli elogi vanno alle guide per il loro modo di accogliere i visitatori e per le innumerevoli storie che affascinano ed attirano l’ attenzione continua di chi ascolte. A volte ci si accorge che sono volate due ore. Questo soprattutto per la conoscenza dei reperti, ma anche del contesto territoriale in cui si trova il Museo. Si interagisce come se fosse una cosa unica e i visitatori rimangono affascinati.
In quattro anni questo il Museo è stato visto da 140.000 persone arrivate anche da 112 nazioni da tutti i 5 continenti e gli USA sono stati contati per uno stato. Penso che la chiave di tutto questo siano le guide.
Questo per dire che gli assessori alla cultura se vogliono bene al loro comune debbono dedicare malto tempo alla scelta delle guide, senza preclusione preconcetta, perché è essenziale per il famoso passa parola che è la pubblicità più potente del mondo, tant’ è vero che ora con il web il passa parola vola velocemente."
E voi, cosa dite?

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