martedì 1 maggio 2012

E’ un imperativo che i musei divengano più piccoli, e meno costosi.



1 I grandi musei nazionali come il Louvre e il Museo dell'Ermitage hanno preso forma e si sono votati a finalità essenzialmente turistiche, quando i palazzi reali e imperiali sono stati aperti al pubblico. 
2. Siamo stanchi di musei che cercano di assemblare le narrazioni storiche di una società, di una comunità, di una squadra, di una nazione, di popoli, società o specie. Sappiamo tutti che le storie di vita quotidiana e quelle ordinarie degli individui, sono più ricche, più umane e molto più gioiose rispetto alle storie delle grandi culture.
3. E’ un imperativo che i musei divengano più piccoli, e meno costosi. Questo è l'unico modo che un giorno ci permetterà di raccontare storie a misura d’uomo. I grandi musei, con le porte ad ala di gabbiano, si dimenticano della nostra umanità per abbracciare, invece, lo Stato e accomunare tutti gli uomini in una massa umana indistinta. Ecco perché milioni di persone, al di fuori del mondo occidentale, hanno paura di entrare nei musei.
4. Le risorse destinate alla creazione di musei monumentali e simbolici dovrebbero essere piuttosto destinati a musei più piccoli che raccontano la storia degli individui. Quelle risorse dovrebbero essere dedicate anche a incoraggiare e sostenere le persone in modo che esse convertano le loro piccole case in spazi espositivi.

Sono solo alcune frasi tratte dal manifesto dei musei del premio Nobel turco Orhan Pamuk: più piccoli e più umani.
Commento: i grandi musei non possono essere un modello per i piccoli musei. Come non essere completamente d'accordo?
Trovate l'intervento completo, tradotto da Caterina Pisu. qui:

http://museumsnewspaper.blogspot.it/2012/04/un-manifesto-dei-musei-del-premio-nobel.html

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