giovedì 21 giugno 2012

Turismo culturale: una definizione logora



Su FB ho scritto qualche riga sul tema "Turismo culturale" che ha suscitato un certo interesse, francamente inaspettato, così riprendo il tema qui, brevemente, con una considerazione in più.
Tutto è cominciato con questo post "Turismo Culturale. Anche in questo caso la domanda c'è, ma i risultati (ad es. ingressi nei musei) sono spesso modesti. Una cosa che non va è l’approccio “indifferenziato” di molti musei. Giustamente Jim Richardson ha scritto che uno dei problemi è che “definiamo pubblico i destinatari di una prestazione o un servizio, ma ‘pubblico’ non è davvero il modo migliore per descrivere il consumatore moderno di un museo. Spesso si tratta di persone che vivono una vita sempre più digitale, in cui non sono spettatori, ma partecipanti attivi”, con tutte le conseguenze che questa considerazione comporta. Ne parliamo a Milano presso il Centro Svizzero, il 22 giugno alle 12.00 (Turismo culturale un destino comune"http://piccolimusei.blogspot.it/2012/06/turismo-culturale-un-convegno-milano.html)".
Tra i commenti c'è stato chi ha scritto ma perchè invece di tanti ragionamenti vari alla ricerca del miglior pseudonimo per definire un consumatore, non lo si chiama "consumatore" appunto e si investe lo stesso tempo ad analizzarne le caratteristiche fondamentali? Ma che gliene frega a un consumatore se lo si chiama amico o ospite? Forniamogli servizi informativi, di contenuto, di fruibilità adeguati e contemporanei, il resto non conta.
Così ho puntualizzato che il problema ovviamente non è solo terminologico. il termine consumatore "postula un soggetto che si comporta nell'agire di consumo in maniera dissimile dagli altri momenti della sua esistenza". era questa la tesi di fondo di GP Fabris, che io condivido. In altre parole l'agire di consumo è solo una piccola parte della nostra personalità. Se noi vogliamo davvero capire i nostri interlocutori, non è sufficiente. Il "pubblico" dunque va considerato per quello che è: composto da singole persone, non da consumatori. 
A parte questo tema - sul quale ho scritto più volte nei miei libri di marketing, e sul quale tornerò - vorrei sottolineare che un altro aspetto sul quale riflettere a proposito di "turismo culturale", è che anche la definizione di turismo culturale è logora, e non rappresenta più il fenomeno al quale intende riferirsi. E si sa che se un fenomeno non è compreso, è poi difficile riuscire a gestirlo. Se qualcuno di voi avrà tempo e voglia di venire al Convegno di Milano, sentirà che proverò a suggerire assieme a nuove definizioni per descrivere questo fenomeno, anche qualche tesi controcorrente, soprattutto dal punto di vista di chi deve quotidianamente affrontare, accogliere e servire le persone interessate alle proposte culturali o a visitare musei e beni culturali.
Ma se non venite, ne parlerò senz'altro qui, e soprattutto al Terzo Convegno Nazionale dei Piccoli Musei che si terrà ad Amalfi il 5 e 6 novembre 2011. E ad Amalfi non potete mancare!

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