giovedì 28 giugno 2012

Veneto: I piccoli musei? chiudiamoli!


"Musei, quando piccolo non è bello" è il titolo - poco originale - di un articolo pubblicato sul Gazzettino del 28 giugno 2012 a pag 26.
Le tesi riportate dall'autore nell'intervista a Fausta Bressani, resp Direzione Regionale Beni Culturali sono queste:
- in passato i piccoli musei sono stati voluti fortemente dalle Comunità locali come riaffermazione di orgoglio identitario, ma senza veri progetti gestionali,
- ora quei musei sono costretti a ridurre gli orari di apertura, a ricorrere al volontariato, e a ridurre le attività di ricerca. Ma così il museo smette di essere una attività viva e si spegne.
La stessa Bressani, almeno leggendo quanto riportato nell'articolo, auspica un deciso ridimensionamento del numero dei musei minori "Che siano troppi è indubbio, se fossero meno potrebbero funzionare meglio".
Commento
Francamente non capisco perchè "se i musei fossero meno potrebbero funzionare meglio". Ovviamente condivido la necessità che i musei collaborino di più tra di loro, come auspicato dalla dirigente regionale.
Ma in generale credo che il problema non sia quello che emerge in queste righe.
In Veneto risulta ci siano 350 musei (personalmente credo siano molti di più). Solo 150 sono riconosciuti dalla Regione. Questi dati dicono molte cose, ed in particolare dicono che le norme della Regione Veneto non vanno bene. Sono norme pensate per pochi musei, quelli di grande dimensione. La maggioranza dei musei infatti per la Regione non esiste.
E le norme sono il primo problema.
Il secondo problema è dato dal fatto che in Veneto non c'è ancora una cultura gestionale adeguata ai piccoli musei, diffusa. E anche qui la Regione dovrebbe interrogarsi. Come mai accade che in Veneto gran parte dei piccoli musei siano considerati e gestiti come grandi in miniatura? Come mai non sono visti per quello che sono, cioè come musei diversi dai grandi, con proprie specificità, bisognosi di competenze, standard e modelli gestionali specifici?
Credo che a queste domande debba essere data risposta in primis dalla Regione.
Vorrei poi spezzare una lancia a favore del volontariato che, contrariamente ad una opinione molto diffusa, potrebbe fare molto per i piccoli musei, ovviamente all'interno di un progetto gestionale condiviso con i responsabili museali.
Infine non credo che il problema sarà risolto con la chiusura dei piccoli musei. Se il ragionamento è questo allora va detto che anche gran parte dei musei di grande dimensione non chiude il bilancio in pareggio. Bisogna chiudere anche quelli? La soluzione sta nel riuscire a fare in modo che i piccoli musei riescano ad esprimere tutte le loro potenzialità, che ovviamente riguardano sia il numero dei visatori che la loro funzione culturale nel territorio.

p.s. se poi avessimo capito male, o il giornalista avesse riportato non correttamente le opinioni che abbiamo commentato, in questo blog c'è tutto lo spazio per chiarire e magari rettificare.

1 commento:

  1. In effetti è impensabile che quella che è la ricchezza principale e distintiva del nostro Paese, ovvero le culture e le tradizioni locali, sia privata proprio dei luoghi in cui le comunità possono ritrovare e proteggere le loro identità culturali, i musei e, in particolare, i piccoli musei, distribuiti capillarmente in tutto il territorio nazionale. Le chiusure sono il fallimento più grande, certamente non una soluzione che più che auspicata dovrebbe, invece, essere temuta perchè porterà inevitabilmente ad un impoverimento che travalicherà i confini del solo ambito culturale per investire ogni aspetto della vita delle piccole comunità.

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