giovedì 8 novembre 2012

I motivi del successo del Museo del bottone di Santarcangelo



Dalla relazione di Giorgio Gallavotti al Convegno dei Piccoli Musei di Amalfi (5 e 6 novembre 2012): "Io credo che il successo nazionale ed internazionale del Museo derivi da quattro caratteristiche.
    PRIMO Dal contenuto dei reperti che è curioso per se stesso, i bottoni. Quei visitatori che arrivano al Museo sono curiosi di vedere e di conoscere questo unico, ma insolito, Museo, di cui tantissima gente ne parla, il famoso passaparola.
    SECONDO  Dal fatto che questi bottoni sono testimoni delle vicende dell’ umanità, si animano e si inoltrano nei meandri della storia, esplorano la vita sociale economica e politica della società, ma si insinuano anche nei rapporti sociali e nei rapporti fra uomini e donne.
I bottoni possono essere
  di ostentazione
  di comunicazione
  di seduzione
  di provocazione
  con figure erotiche
  di gossip
  del contrabbandiere
  da lutto, non il classico da occhiello della giacca.
  Non basta perché vi è il bottone virtuale e psicologico nei rapporti fra i due sessi.
 *  Pensate che un bottone slacciato al punto giusto …… può mettere in difficoltà chi è di fronte se osare o no.
 *  Ogni bottone slacciato …… è un grado di intimità raggiunto
 *  E’ il confine …… oltre l’ immaginario
 *  E’ la chiave d’ accesso ……… sulle nudità corporee.
    Vi è una letteratura infinita su questo argomento intrigante e particolare.
    Si dice che è < il confine fra il mondo esteriore e quello interiore >
    TERZO  A mio avviso, è il più importante per le affermazioni del Museo.
   Noi facciamo le visite guidate e raccontiamo tutte le storie di cui i bottoni sono testimoni e protagonisti.
   Queste storie affascinano i visitatori, sono le storie della società e la nostra storia  vissuta, attraverso i bottoni. 
   Il Museo del Bottone non è un Museo da guardare, perché si vedrebbero solo bottoni, anche se tutti hanno la didascalia.
   Questo Museo va ascoltato,  per sentire le storie, ecco perché in quattro anni e mezzo di attività fissa è stato visitato da 170.000 persone. Sul libro delle firme le nazioni sono 116 e gli USA sono stati contati per una nazione
   Il bottone come incontro fra le varie culture del mondo.
    QUARTO La pubblicità,  siamo su internet, due siti,  sul blog e  su facebook.
  * Questo tipo di pubblicità bisogna sempre tenerla viva quotidianamente con tanti aggiornamenti e soprattutto rispondendo a tutti i contatti.
   * La pubblicità cartacea attraverso i giornali locali e non, con tanti comunicati stampa sulla attività del Museo, ma anche cercare di inserirsi nella cronaca delle varie vicende storiche quotidiane. Come ?  vi faccio due esempi.
    Vi è una commemorazione per Meucci ecco invio un quadro con la storia della telefonia italiana di inizio secolo con i bottoni testimoni degli avvenimenti.
    Vi sono le Olimpiadi, ecco la storia delle olimpiadi con i bottoni protagonisti
    In un periodo ne ho mandati troppi di queste comunicati commemorativi, il quotidiano La Voce di Romagna ha fatto il titolo UN BOTTONE AL GIORNO con la storia del bottone del giorno.
    * Per gli alberghi, uffici turistici e pubblicità spicciola: la brochure e le cartoline  del Museo .
   * Al Museo per i visitatori fogli illustrativi  anche in varie lingue francese tedesco inglese spagnolo ma anche in cinese, bulgaro e russo.
   In vendita due pubblicazioni di cui sono l’ autore.
   Le televisioni locali fanno la loro parte."

(appunti ripresi dalla scaletta dell'intervento di Giorgio Gallavotti)

1 commento:

  1. Il Museo del Bottone di Santarcangelo entra nella letteratura.


    Giorgio Gallavotti, il direttore del Museo del Bottone di Santarcangelo, sta mostrando alle decine di visitatori che si affollano attorno a lui, il cimelio che partecipò ai moti del 1831.
    Indica il bottone papalino raccolto dal suo avo, luogotenente del Generale Zucchi comandante in capo della milizia di liberazione.
    La platea si accalca, mentre l’arguto cicerone dà notizia del sacrificio di cento patrioti Riminesi, che nella battaglia delle Celle a Rimini, dettero la vita per liberare il suolo natio.
    Spiega il mistero del ritrovamento, aggiunge notizie certe sulla carriera del generale, sul suo carattere volubile da avventuriero che iniziò a combattere al fianco dei francesi, proseguì al soldo degli austriaci e, quindi, si scoprì patriota.
    Conclude il breve, ma intenso racconto, ricordando ai presenti che alla fine della giostra gli austriaci, i quali non gradirono il tradimento del militare, lo imprigionarono per più di dieci anni.
    - A proposito di galera, guardate - il direttore del museo prende con la mano destra un libricino giallo, lo alza affinché tutti possano vederne la copertina. Qualcuno sorride, qualcun altro ride proprio di gusto. In copertina, sullo sfondo della scalinata che mena al “Campanone” di Santarcangelo, un giulivo bottone rosso scende allegramente ma… a destra, nascosto dietro un muro, si scorge la sagoma di un assassino che impugna un coltellaccio nero; è l’agguato al bottone!
    - Questo libro - prosegue Gallavotti - è stato scritto da due carcerieri moderni, qui è raccontata per filo e per segno la vicenda del generale, narrata in prima persona da questo bottone, come hanno fatto? Leggete e lo scoprirete.
    - Gli autori, l’Educatore Amedeo Blasi e l’Assistente Capo Silvio Biondi, entrambi operatori del carcere di Rimini, mi hanno onorato di rendermi umile depositario di questo museo, nato dalla mia passione e dall’amore della mia dolce Giulia, protagonista indiscusso di nove racconti. Questo - ed indica il bottone papalino - ma anche quello - ed indica in lontananza un altro bottone - quell’altro laggiù vedete? Ogn’uno ha la sua storia da raccontare, una storia a metà tra la realtà e la fantasia.
    Ad ogni indicazione di Giorgio la folla si gira e sussulta cercando con gli occhi smarriti tra i mille bottoni. C’è in sala un fermento inconsueto, c’è un po’ di elettricità. Il direttore del museo sorride soddisfatto e dice: - Questi due “secondini” mi hanno infilato nella letteratura. Ripone il libricino giallo, lo indica ancora e conclude: - Ne leggerete delle belle anche qui!

    “Il Bottone del Generale Zucchi” Graph Editore
    silsab@inwind.it

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