sabato 29 dicembre 2012

Gli ecomusei del Piemonte chiudono. Ma il vero problema non è quello dei fondi che non ci sono più



Alcuni ecomusei piemontesi rischiano la chiusura. Ma -contrariamente a quanto si legge nell'articolo che riportiamo di seguito - il problema non è solo quello dei fondi (che certo aiuterebbero!). C'è un problema più importante: il modello gestionale dei piccoli musei non funziona, e non ha mai funzionato. Così oggi in assenza dei contributi i piccoli musei chiudono. Bisognerebbe invece ripensare al modello gestionale. Ed è questo uno dei motivi per i quali è nata l'Associazione Nazionale dei piccoli musei (www.piccolimusei.com)

"Mettere a tacere gli ecomusei significa non vedere il lavoro di promozione del territorio fatto in questi anni, cancellarli vorrebbe dire perdere un’eccellenza vista da più parti come un modello da esportare". Il grido di dolore arriva unanime dal sistema degli ecomusei del Piemonte, realtà nate per promuovere piccoli musei e il patrimonio artistico e ambientale dei territori ma oggi sotto la scure pesante dei tagli regionali. Non ci sono certezze per il 2013, ovvero se e quanti soldi arriveranno dalla Regione. Una situazione destinata ad incidere anche sulle sorti degli ecomusei del Cusio, della pietra ollare e degli scalpellini di Malesco e del granito di Montorfano. Sono queste le tre realtà ecomuseali del Vco. Storie e strutture sono differenti, stessa  preoccupazione di restare senza soldi."Quest’anno facendo miracoli siamo arrivati a chiudere in pareggio un bilancio di circa 180 mila euro, dei 90 mila euro garantiti dalla Regione ne abbiamo avuti solo 60 mila ma per il 2013 non sappiamo come muoverci" dice Massimo Bonini, presidente dell’Ecomuseo del Cusio.
articolo e immagine tratti da La Stampa:
http://edizioni.lastampa.it/vco/articolo/lstp/28930/

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