venerdì 25 maggio 2012

Si può fotografare nei Musei?



Ospito volentieri questo commento: "Sono Roberto Lucignani fresco pensionato della sovraintendenza ai beni culturali di Roma Capitale,  per venticinque anni mi sono occupato della documentazione fotografica compresa quella del sistema museale. Dopo aver partecipato alla fondazione della rivista di archeologia FORMA URBIS, ho fondato la prima rivista online di archeologia, consultabile liberamente nel sito "www.romarcheomagazine.com", "Roma, una città, un impero" della quale sono il direttore esecutivo. 
Ti scrivo, oltre che per offrirti la mia piena collaborazione, per conoscere per quale motivo proprio in moltissimi piccoli Musei italiani non è concesso fotografare.
Tu conoscerai benissimo, come me del resto, la normativa e la legislazione che regola la materia.
L'articolo 108 del Testo Unico dei Beni Culturali è chiarissimo in merito...."nulla è dovuto per fotografie scattate per uso personale o di studio", allora perchè i Direttori dei Musei 
vietano questo diritto? forse dimenticano che i "beni culturali" sono un patrimonio di tutti....e non una loro proprietà. Le varie Soprintendenze sono deputate alle " tutela e conservazione"
dei beni e non proprietarie....
Oltretutto visto che tutti i più grandi musei d'Italia, e del mondo, lasciano fotografare liberamente non credo che i relativi Direttori siano fuori legge.....
Pertanto non sarebbe anche più logico per far conoscere maggiormente i Musei dei piccoli centri, lasciar che i visitatori riportino, magari per farlo vedere agli amici, un ricordo fotografico
dei loro viaggi?
E visto che ogni volta che non ho accettato questo "sopruso" i vari direttori hanno dovuto darmi ragione.....cerca di consigliare chi di dovere ad essere più lungimiranti.....considerato la penuria di visitatori....
Spero di ricevere una tua risposta in merito e cordialmente ti saluto.   Roberto"
Un brevissimo commento: basterebbe pensare all'efficacia in termini di marketing che hanno le fotografie oggi, grazie anche ai Social Network!
Va da sé il rispetto di regole in particolare per l'uso dei flash davanti ad esempio alle tele.

lunedì 14 maggio 2012

Musei accoglienti e NON accoglienti



Riprendo il tema dell'Accoglienza nei Musei. 
Un Museo non è accogliente se all’ingresso propone un bancone che tiene i visitatori in soggezione,
Se non si è mai preoccupato di cercare di ridurre le file e i tempi di attesa,
Se non ha un punto informazioni, o non lo tiene aperto,
Se propone didascalie gergali incomprensibili alla maggior parte dei visitatori,
Se non prevede traduzioni nelle lingue principali,
Se non ha legami con organizzazioni di volontariato per la valorizzazione delle risorse del territorio,
o per organizzare eventi,
Se contiene barriere strutturali,  
Se l’uso degli spazi è confuso,
Se il visitatore è visto come soggetto passivo e non c’è dialogo,
Se non ascolta la domanda, non ha un sito web e non è presente nei Social Network.

Nelle slide sulle “Destinazione Accoglienti e non accoglienti” che trovate qui http://accoglienzaturistica.blogspot.it/p/non-e-accogliente.htmli
avevo già scritto che non è accogliente il museo che:
Risponde al telefono: “qui ci sono solo ruderi”
Il linguaggio delle didascalie è per addetti,
Le guide si esprimono con un linguaggio gergale,
Le guide guardano dall’alto in basso,
I percorsi sono faticosi,
Le sedie per sedersi sono già occupate dai custodi.




In questo Blog ho già parlato di musei accoglienti e non accoglienti qui:

venerdì 11 maggio 2012

Buone notizie per i musei


Una buona notizia per chi si occupa di musei: la domanda c'è. 
Gli 85 i musei in provincia di Bolzano e, nel 2011, sono stati visitati da piu' di 1,5 milioni di persone. Gli enti gestori dei musei sono principalmente istituzioni private, con una percentuale pari al 43,5%. La Provincia ed i Comuni gestiscono complessivamente un terzo di tutte le realta' museali presenti in Alto Adige. Il museo presente da piu' tempo sul territorio altoatesino risale al 1880. I dati sono stati rilevati da Astat. (ANSA)

venerdì 4 maggio 2012

Evitiamo le tecniche espositive senz'anima



"Una volta i musei erano costruiti da artigiani, falegnami stuccatori, pittori, marmisti che usavano le stesse tecniche degli oggetti esposti. Erano al loro servizio, in un dialogo fecondo e continuo tra passato e presente. (...)
Nell'ultimo mezzo secolo i fatti sono molto cambiati. Il museo di oggetti antichi ha assunto un aspetto sepolcrale, quasi a voler sottolineare con materiali e disegni la distanza che ci separa da loro. (...)
I vetri antiproiettile, l 'illuminazione da stadio o catacombale, i colori sordi o luccicanti dei muri, il gigantismo insensato, le ricostruzioni senz'anima Via la polvere, via la patina, via l'ombra, via la carne di cui siamo fatti. Tutto é asettico."
Roberto Peregalli "I luoghi e la polvere" Bompiani, Milano 2010

martedì 1 maggio 2012

E’ un imperativo che i musei divengano più piccoli, e meno costosi.



1 I grandi musei nazionali come il Louvre e il Museo dell'Ermitage hanno preso forma e si sono votati a finalità essenzialmente turistiche, quando i palazzi reali e imperiali sono stati aperti al pubblico. 
2. Siamo stanchi di musei che cercano di assemblare le narrazioni storiche di una società, di una comunità, di una squadra, di una nazione, di popoli, società o specie. Sappiamo tutti che le storie di vita quotidiana e quelle ordinarie degli individui, sono più ricche, più umane e molto più gioiose rispetto alle storie delle grandi culture.
3. E’ un imperativo che i musei divengano più piccoli, e meno costosi. Questo è l'unico modo che un giorno ci permetterà di raccontare storie a misura d’uomo. I grandi musei, con le porte ad ala di gabbiano, si dimenticano della nostra umanità per abbracciare, invece, lo Stato e accomunare tutti gli uomini in una massa umana indistinta. Ecco perché milioni di persone, al di fuori del mondo occidentale, hanno paura di entrare nei musei.
4. Le risorse destinate alla creazione di musei monumentali e simbolici dovrebbero essere piuttosto destinati a musei più piccoli che raccontano la storia degli individui. Quelle risorse dovrebbero essere dedicate anche a incoraggiare e sostenere le persone in modo che esse convertano le loro piccole case in spazi espositivi.

Sono solo alcune frasi tratte dal manifesto dei musei del premio Nobel turco Orhan Pamuk: più piccoli e più umani.
Commento: i grandi musei non possono essere un modello per i piccoli musei. Come non essere completamente d'accordo?
Trovate l'intervento completo, tradotto da Caterina Pisu. qui:

http://museumsnewspaper.blogspot.it/2012/04/un-manifesto-dei-musei-del-premio-nobel.html