sabato 28 luglio 2012

Piccoli musei di Roma: a rischio in 6. Come mai?


E’ di questi giorni la notizia della chiusura di alcuni piccoli musei di Roma (che pare avverrà a partire dall’1 settembre). Scrive La Repubblica che sono i pochi visitatori degli ultimi due anni (8mila) ad aver decretato la chiusura del Museo delle Mura Aureliane. Sorte analoga per la Villa di Massenzio sull'Appia Antica che potrà svelare le sue antiche vestigia solo di sabato e domenica. Si tratta – dice il giornale – di musei che hanno pagato lo scotto di essere visitati da meno di 20mila visitatori l'anno. La chiusura tout court è decretata per il Museo delle Mura, che diventa visitabile solo su prenotazione, e Villa di Massenzio, anch'essa su prenotazione ma con la chance di aprire solo nel weekend (sabato e domenica dalle 10 alle 16). A rischio anche il Museo Bilotti e il Canonica a Villa Borghese, insieme al Museo Barracco.
Ovviamente le decisioni sono spiegate anche con l'esigenza di contenere i costi per i tagli agli stanziamenti nel contratto di servizi. Naturalmente c’è chi protesta e denuncia che a fronte di questa razionalizzazione non c'è una politica di rilancio.
Infatti il problema è proprio questo.
Nessuno sembra chiedersi come mai, a Roma, ci siano dei musei così straordinari che non riescono neppure ad avere un numero di visitatori come quello di gran parte dei piccoli musei etnografici del nostro Paese? Immagino con un numero di dipendenti di gran lunga superiore.
Sottolineo: tutto questo avviene a Roma, una delle capitali mondiali del turismo culturale!
Come mai? Possibile che non si cerchi la soluzione nel modello organizzativo e gestionale di quei musei?
Perchè, per me, è evidente che il problema, il "tappo", è quello.
Mi sembra altrettanto evidente che per quei musei occorre cambiare musica: ci vorrebbe un modello che non ripercorra – in piccolo - quello dei musei Vaticani - ma che esalti le differenze e le specificità del piccolo museo, rispetto ai grandi.
Insomma le tesi che questo Blog si ostina a testimoniare.

Notizia integrale qui:
http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/07/21/news/chiusure_e_orari_ridotti_a_rischio_i_piccoli_musei-39434915/
(immagine di Tendence Hotelliere)

sabato 21 luglio 2012

I Custodi dei Musei


Sono molti i luoghi comuni sui custodi dei musei.
Eccome qualcuno ripreso molto liberamente (v. in fondo al post).
In genere nelle rappresentazioni del pubblico i custodi spiccano per loro astrazione: leggono, fanno i cruciverba, stanno arcigni e annoiati (...).
Dopo aver atteso invano alla biglietteria di un museo fiorentino che due addette all’ingresso finissero di parlare al cellulare mi sono avviato nel museo pensando che trattandosi di un’apertura straordinaria l’ingresso fosse libero. Sono stato subito redarguito. Un’addetta, ha sospeso, ma non chiuso, la conversazione, dicendomi in modo perentorio:“Dove va lei? C’è da pagare il biglietto!”. (...)

Il ruolo degli addetti alla custodia e all’accoglienza del pubblico nei musei è altamente strategico e può contribuire talvolta in modo decisivo a determinare un’esperienza soddisfacente. Chi sta al pubblico rappresenta infatti il biglietto da visita dell’istituzione, la sua superficie di contatto con l’utenza, un ambasciatore e un interprete tra realtà diverse che cercano uno scambio comunicativo in un complesso gioco di attese, valori, linguaggi, esigenze. L’operatore è il punto di contatto tra due universi e dovrebbe saper “spiegare” il museo al visitatore e il visitatore al museo. Una segnaletica chiara, un percorso d‘accesso gradevole, un buon allestimento, l’attenzione insomma per un’efficace “comunicazione ambientale” sono sicuramente importanti, ma è soprattutto il contatto interpersonale con chi ci accoglie, dicono gli studiosi, a far crescere in noi in pochi minuti una particolare “impressione” colorata emotivamente. Essa ci condizionerà nell’esperienza che andremo a fare e nel giudizio complessivo di valore che riporteremo di quella persona, di quel luogo, forse anche di quella città.
Queste verità elementari sono ben conosciute dal management aziendale che ha investito molto sulla competenza e professionalità degli addetti al contatto con i clienti, nella consapevolezza che quello è il momento della verità ed è lì che si costruisce il successo o il fallimento di prodotti o servizi su cui magari si è investito e lavorato a lungo.
Così non è stato nelle istituzioni pubbliche, che per anni hanno inteso le attività di relazione con il pubblico come un fastidio e il loro presidio quasi come una “punizione” cui destinare le qualifiche più basse e le persone più demotivate: un bel modo di spararsi sui piedi…
tratto da: http://www.regione.toscana.it/regione/multimedia/RT/documents/2010/10/19/1287475328965_museo%20che%20accoglie.pdf http://www.facebook.com/notes/associazione-nazionale-piccoli-musei-apm/il-museo-che-accoglie-parte-i/388227521201743

giovedì 19 luglio 2012

Perché al museo ci limitiamo a trattare i nostri visitatori come se fossero solo menti?


"Buona giornata dall'Associazione Nazionale Piccoli Musei con un pensiero di Alba Trombini: "Perché al museo ci limitiamo a trattare i nostri visitatori come se fossero solo menti? (...) E il resto? La fisicità soggettiva dell'esperienza...dallo stare comodi/scomodi al percepire la corporeità-materialità dei beni con tutti i sensi, dal self sense al senso di orientamento, dalla relazione con lo spazio museale alla relazione con il tempo museale, così diverso da quello esterno. E la dimensione emotiva? Le attese, i desideri e le spinte interiori che rendono ciascuno di noi un essere umano unico e irripetibile? E l'adesione passionale? Dove finisce tutto questo?"
E' questo un pensiero della bella rubrica curata da Caterina Pisu che trovate tutti i giorni nella pagina Facebook dell'Associazione dei Piccoli Musei

lunedì 16 luglio 2012

La consolle Nintendo e i nuovi servizi museali del Louvre


Il Louvre ha sostituito le audioguide con l’ultima nata delle consolle Nintendo. E’ il primo museo al mondo ad averlo fatto. L'affitto per le visite ha un costo di 5 euro ed offre al visitatore non pochi vantaggi oltre al 3D senza occhiali, alla geolocalizzazione, al servizio di guida personalizzato. Di più: questo nuovo servizio è l’occasione per il Museo di ripensare ai propri servizi prevedendone di nuovi (realtà aumentata, giochi per i bambini…), al proprio modo di stare nel web. Di questo parla l’articolo che vi proponiamo in questo post.
In Italia siamo abbastanza al palo. Anche per questo l’Associazione dei Piccoli Musei ha avviato una indagine conoscitiva, prevede un appuntamento specifico all’interno del Convegno Nazionale del 5 e 6 novembre ad Amalfi, è partner del progetto Musees Emportables, ed è in grado già ora di collaborare con i Musei che desiderano percorrere questa strada.
“Au mois de mars 2012, la console Nintendo 3DS va faire son entrée au Louvre. En effet, le musée vient d’annoncer un partenariat avec le constructeur japonais pour remplacer son parc d’audio-guides par le dernier né des consoles Nintendo, lancé en mars 2011. Les 8 millions de visiteurs annuels pourront découvrir les oeuvres du musée sous un nouveau jour et surtout profiter de la 3D (sans lunettes) de la console pour découvrir les oeuvres sous un autre angle.
« Nous sommes le premier musée au monde à le faire », a déclaré Agnès Alfandari, chef du service multimedia du Louvre, lors d’un point de presse, le jeudi 15 décembre. La console de jeux 3DS est devenue un objet du quotidien, y compris pour les adultes. Nintendo a su leur fournir un contenu adapté, notamment à travers les serious games » explique-t-elle.
Les 5.000 consoles (privés de jeux) seront mis à disposition du publique à partir de mars 2012, pour un prix de 5 euros la location. Le visiteur pourra se géolocaliser en temps réel dans le musée, pourra choisir des parcours et écouter des commentaires sur les oeuvres et les artistes. Les guides seront disponibles en 7 langues et en langue des signes. Pour éviter les vols, les consoles seront bridées technologiquement et le visiteur déposera une pièce d’identité. A noter que ces programmes sont toujours en développement et seront également mis à disposition des possesseurs de smartphones, qui eux pourront en faire l’acquisition pour un prix, a priori, supérieur à la location de la Nintendo 3DS. Le musée en profite également pour repenser sa présence sur les supports de médias. Ainsi le site internet, qui recoit 12 millions de visites par an, a été retravaillé pour le rendre plus « chalereux » et « acueillant ».  »Nous cherchons à dédramatiser la visite de ce Palais gigantesque, afin que le visiteur s’y sente bien », a ajouté Mme Alfandari.
Clairement, il s’agit d’une excellente initiative de la part du musée et ceci pour plusieurs raisons. Il est assez facile de se perdre dans le musée et donc une géolocalisation pourra grandement aider les perdus. Néanmoins, on peut s’interroger sur l’efficacité de la solution, aujourd’hui, la localisation « indoor » n’est pas encore très au point de par la précision des signaux GPS. La console permettra également une visite ludique, surtout pour les enfants, qui vont probablement raffoler de l’expérience, surtout si le musée crée des circuits et contenus spécialement adaptés aux enfants. Pour une fois, ils iront avec plaisir dans un musée…Pour finir, on pourra imaginer que le Louvre exploitera les autres fonctions de la console, comme l’appareil photo et l’accéléromètre pour créer du contenu en réalité augmentée et offrir ainsi une expérience riche et qui implique activement le visiteur (...)”.
L’immagine e l'articolo sono tratti da http://www.guideapolis.com/fr/blog/mario-donkey-kong-au-louvre

martedì 10 luglio 2012

Una indagine sui musei nel web


Cari amici e colleghi,
l'Associazione Nazionale Piccoli Musei ( http://www.facebook.com/l/kAQFHIBEOAQFEXS3ksbaLcX999HpJPOLcMFa5_G2gvIHkyQ/www.piccolimusei.com) sta conducendo un'indagine nazionale sulla presenza dei musei nei social networks. Scopo della ricerca è avere un quadro il più possibile preciso della situazione attuale che evidenzi anche le caratteristiche dei musei che sentono l'esigenza di comunicare con il proprio pubblico attraverso le varie forme e i molteplici strumenti del web 2.0. A tal fine è stato elaborato un questionario che in questi giorni abbiamo iniziato ad inviare a musei di tutte le regioni italiane. Sarà difficile riuscire a raggiungere tutti e questo, naturalmente, non è il nostro obiettivo; tuttavia abbiamo bisogno di lavorare su un campione di musei sufficientemente ampio e ben distribuito sul territorio nazionale.
I direttori/curatori di musei italiani (o comunque chi è responsabile, in varie forme e modalità, di un qualsiasi tipo di museo) che volessero cortesemente aderire a questa iniziativa ma non hanno ancora ricevuto la nostra e-mail, possono trovare il questionario sul sito http://www.facebook.com/l/yAQE9OCaaAQF6A7KyObjouXBGtNBbzgmtS6NzMIwJli4zyg/www.scribd.com/doc/99580974/Questionario-musei.
Il questionario, compilato in tutte le sue parti, potrà essere inviato all'indirizzo di posta elettronica caterinapisu@alice.it.
I dati del questionario saranno trattati in forma rigorosamente anonima, pertanto non sarà fatto alcun riferimento ai singoli musei nella elaborazione finale dell'indagine.
I risultati complessivi del progetto di ricerca saranno presentati in occasione del 3° Convegno Nazionale Piccoli Musei in programma ad Amalfi (SA) il 5-6 novembre 2012.
Vi ringrazio vivamente per la Vostra preziosa collaborazione e resto a disposizione per ogni necessità di ulteriori informazioni o chiarimenti.

Caterina Pisu

domenica 8 luglio 2012

Il turismo culturale cresce (secondo Cartorange)


"Il patrimonio culturale del Belpaese continua a conquistare gli stranieri anche se negli ultimi anni anche gli italiani hanno iniziato a riscoprire le bellezze artistiche di casa, tanto che il turismo culturale interno ha registrato una crescita del 20% in soli due anni. E' quanto emerge dai dati dell'Osservatorio di CartOrange elaborati sulla base degli studi Osservatorio Città d'arte & turismi relativi al 2010 e Osservatorio nazionale del Turismo su dati Unioncamere - Isnart, relativi al 2011.
Secondo l'indagine, i turisti culturali italiani preferiscono il Veneto (16,5% delle presenze nel 2010), seguito a stretta distanza da Lazio (15,8%) e Toscana (15,2).
Tre stranieri su dieci invece vanno in Lazio (33,7%), poi in Veneto (25,2%) e Toscana (17,2%).  "Si tratta di destinazioni classiche - spiega Gianpaolo Romano, amministratore delegato di CartOrange - ma quello che sta cambiando è il modo di viaggiare: il turista culturale non vuole più visitare tutto quello che c'è da vedere, ma è più selettivo e preferisce un approccio più ‘slow'. Si focalizza solo su quello che gli interessa davvero, magari anche in una destinazione già nota, ma intende capirla e contestualizzarla".
Nel primo semestre del 2011, dei 15,6 milioni di italiani in viaggio, il 38,6% ha scelto località di interesse storico-artistico, sia italiane che estere, che sono state, di fatto, il primo prodotto turistico, in aumento di quasi un punto percentuale rispetto allo stesso periodo del 2010. Nelle città d'arte italiane il 60,2% delle presenze nel periodo più "caldo", ossia tra luglio e settembre, è italiano, il 39,8% straniero.
Il turismo culturale, negli ultimi 10 anni, è quello che è cresciuto più di tutte le altre tipologie: nelle località di interesse storico e artistico, le presenze di italiane sono cresciute del 17%, quelle di stranieri del 54%".
www.cartorange.com
http://www.travelnostop.com/NEWS_dettaglio.php?idArticolo=97083#.T-M0O5V_k6Y.twitter

L’immagine ritrae il primo oggetto che si vede entrando al MOMA di New York (Il Museo come Parco tematico), è tratta da
http://www.philstar.com/Article.aspx?articleId=822675&publicationSubCategoryId=87

giovedì 5 luglio 2012

Unesco Musei a Milano nel 2016


Unesco, l’assemblea mondiale dei musei assegnata a Milano nel 2016


Unesco, l’assemblea mondiale dei musei assegnata a Milano nel 2016

In una settimana affluirà una massa di 4mila professionisti del settore da 130 nazioni del mondo. Si parlerà di organizzazione della cultura e di innovazione degli strumenti
ilvostro.it

Milano si è aggiudicata Icom 2016, l’assemblea mondiale del Consiglio nazionale dei musei (International Council of Museums). Si tratta del più grande evento mondiale del settore dei musei e ai suoi raduni, che durano una settimana ogni tre anni, affluisce una massa di 4mila professionisti da 130 nazioni del mondo. Secondo le parole di Luca Baldin, segretario nazionale di Icom Italia, «Milano – in realtà la candidatura era “Milano-Italia” – sarà la capitale mondiale dei musei». La decisione è stata presa dai 154 rappresentanti locali dell’associazione nella sede di Parigi dell’Unesco, dove la metropoli lombarda ha superato le proposte di Mosca e Abu Dhabi.
È solo la seconda volta – dopo l’edizione del 1953 – che il nostro Paese ospita l’assemblea di Icom. Il che potrebbe suonare assurdo, considerando l’enorme presenza di patrimonio artistico sul suolo italiano. Appare più comprensibile, invece, se si ricorda che molti musei all’estero sono stati in grado di raggiungere l’affermazione mondiale non solo in virtù delle proprie collezioni, ma anche dell’organizzazione e dell’innovazione. La visibilità ottenuta dalla città in vista della candidatura a Icom è figlia del successo incassato con l’assegnazione di Expo 2015. Nelle ultime due edizioni assegnate, a Shangai e Rio de Janeiro, Icom è seguito a Expo o ad altre manifestazioni di caratura internazionale. La convention museale potrebbe essere, insomma, la vetrina ultima che premia gli sforzi di una città a caccia di notorietà planetaria.
(...)
Le assemblee triennali di Icom servono fare il punto sulla museologia internazionale. L’entusiasmo del segretario Baldin è incontenibile: «Per noi è come l’Olimpiade. L’evento coinvolgerà tutta Milano. Si cercherà di far sì che questi colleghi possano vivere la città al meglio, visitandola anche al di fuori dei momenti ufficiali della convention. Ci saranno sicuramente delle serate alla Scala e il tutto sarà preceduto da eventi preparativi». Anche il mondo del volontariato verrà attivato per accogliere questa fiumana di luminari. A quattro anni di distanza sul tavolo ci sono solo ipotesi, ma «in quella settimana ci saranno sicuramente musei aperti più a lungo, abbiamo già la garanzia da parte del Comune di Milano», spiega ancora Baldin. Per ora c’è anche uno slogano provvisorio, “museums and cultural landscapes”, a sottolineare la reciproca, necessaria compenetrazione tra i musei e i territori su cui sorgono.