giovedì 24 gennaio 2013

Il 4° Convegno Nazionale dei Piccoli Musei si terrà ad Assisi


Il Centro Studi di Assisi e il comune di Assisi organizzeranno 11 e 12 novembre 2013 il Convegno Nazionale dei Piccoli Musei.
Il Presidente del CST Dottor Luigi Tardioli socio fondatore della Associazione Italiana Piccoli Musei saluta con forza la scelta del Consiglio di Amministrazione della Associazione di venire ad Assisi.
Gestori di Musei non ci si diventa facilmente soprattutto se in correlazione con la filiera turistica e culturale, questo è quello a cui punta il Centro Studi con la collaborazione del consulente MKT e presidente della Associazione Giancarlo DAll’Ara ovvero ad una professioni che valorizzi i piccoli musei ovvero crei dei Musei Accoglienti per creare una nuova cultura gestionale per i piccoli Musei. Il 90% dei musei italiani è dato da musei di piccola dimensione, ma il modello di riferimento per la loro gestione, è quello del Museo di grande dimensione.
Il CST lavora affinchè il punto di vista che i Piccoli Musei non siano, e non vadano visti come una versione ridotta dei grandi, e anzi proprio l’idea che i “piccoli” siano dei “grandi incompiuti” è il peccato originale che ha impedito a molti di loro di riuscire ad avere un legame più forte con il territorio di appartenenza, di sviluppare un maggior numero di visitatori, ed in ultima analisi di poter svolgere la loro funzione.
E quando i piccoli anziché valorizzare le loro specificità, imitano i grandi, rischiano di aggiungere ai limiti propri della dimensione ridotta, ulteriori svantaggi e diseconomie. E soprattutto aumenta la distanza psicologica con i residenti, che infatti sono i primi a non entrare nei musei.
Le esperienze che il CST stà mettendo in campo con il Dottor Paolo Desinano e il Dottor Prof. Giancarlo Dall’Ara docente del Centro stesso e che per gestire un Piccolo Museo e per far sì questo che possa esplodere tutte le sue specificità e potenzialità, sia in relazione ai residenti che in relazione ai visitatori, ci sia bisogno di una cultura specifica, una cultura diversa da quelle attualmente dominanti, e cioè da quella tradizionale, tutta schiacciata sulla conservazione (product oriented), e ovviamente anche da quella tutta orientata al consumatore (market oriented) tipica dei musei “experience”.
Tardioli e il suo staff portano avanti la linea tracciata da Dall’Ara dove il modello non teorico ma già funzionante in diverse realtà italiane, è quello di creare una cultura specifica per i piccoli musei che comporta in primo luogo il fatto che un museo di piccola dimensione debba essere “piccolo fino in fondo”, debba cioè puntare sulla cura dei dettagli, instaurare relazioni calde con la comunità, e con i visitatori, e anzi si debba ricentrare proprio sul tema dell’accoglienza.
Come è evidente infatti il tema dell’accoglienza è quello più critico e al tempo stesso il limite dei musei di grande dimensione; questo perché grandi spazi e numero elevato di visitatori impongono di gestire l’accoglienza secondo procedure e standard che finiscono per irrigidire le relazioni con i visitatori, renderle asettiche, impedendo una gestione dell’accoglienza calda e relazionale, come quella che può caratterizzare invece i Piccoli Musei, con tutti i vantaggi di marketing e di fidelizzazione che ne derivano, se li si sa gestire.
(dal giornale Comune di Assisi, gennaio 2013)

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