mercoledì 24 aprile 2013

La reputazione on line del patrimonio museale italiano



Stimolato da un tweet di Robi Veltroni e da uno di Ideazione, ho letto un articolo sulla "reputazione" dei siti culturali italiani, così come veicolata da TripAdvisor. Ecco qualche riga davvero interessante:
“La Reggia di Caserta è uno spettacolo” esordisce un visitatore di Matera che, infatti dà alla Reggia 4 stelline su 5, ma continua, “Sarebbe ancor meglio se la guida durasse mezz’ora in più per poter ammirare con più calma le stanze e senza affanno!!! I giardini sono bellissimi e immensi (…) visitarli in bicicletta è stato piacevolissimo (6 euro all’ora per la bici elettrica, 4 per quella normale, ma è possibile richiedere un piccolo sconto). I giardini non sono tenuti come meriterebbero. Se questa reggia fosse altrove, in Austria, in Francia sarebbe certamente tenuta benissimo, ben illuminata, pulita e ristrutturata. Una tristezza infinita. Il personale non è professionale: in biglietteria, all’interno della reggia domina il pressappochismo….”. (...)
Ogni recensione - continua l'articolo - narra in poche righe una storia. Per la maggior parte sono racconti in cui predomina la meraviglia e lo stupore ma, nel “libro” delle esperienze di visita non mancano brani che parlano di graffiti che deturpano edifici millenari, di casse che non accettano bancomat, a volte addirittura di cani randagi e di “ascensori per disabili troppo angusti per farci entrare una carrozzina da adulto”.

Non c’è solo l’incuria nel mirino delle critiche dei viaggiatori che si soffermano, soprattutto per gli edifici che non presentano evidenti problematiche di abbandono, sulla concezione del museo sottolineandone la scarsa interattività o la poca razionalità nell’organizzazione delle visite. “Immaginavo il dipinto scolorito e di dimensioni ridotte invece mi ha sorpreso: la qualità del restauro ha restituito al visitatore tutta la bellezza dell’opera leonardesca e le sue dimensioni sono tutt’altro che ridotte”. Esordisce così una turista romana nella sua recentissima recensione, intitolata “emozione”, avente come argomento il cenacolo vinciano, che continua: “Peccato l’organizzazione della visita che non ci ha permesso di goderne fino in fondo: vengono mescolate gite scolastiche con insegnante-guida al seguito (che parla a voce alta) a visitatori privati ai quali resta molto difficile concentrarsi ed ascoltare la propria audioguida che viene sovrastata dalle voci. Dovrebbero riservare uno o più quarti d’ora (veramente poco) alle sole gite anche se non raggiungono il numero massimo di visitatori ammessi al cenacolo. Non occorre raggiungere ad ogni costo il numero di prenotazioni ammesse. E’ più importante permettere ai visitatori di concentrarsi in silenzio. L’opera d’arte non è un business, è un tesoro da rispettare”.

Se volete leggere l'articolo integrale (con il link per scaricare la ricerca), eccolo:
http://www.ideazionesrl.it/crazy-but-wonderful/

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