lunedì 20 maggio 2013

Musei e volontariato. Caterina Pisu fa chiarezza


Caterina Pisu, Coordinatore Ricerca e Comunicazione dell'Associazione Nazionale Piccoli Musei, che sul suo blog e sulla sua pagina Facebook ha scritto: «Il fatto che il MiBAC si sia appellato ai volontari per aiutare a tenere aperti i musei il 18 maggio, fornendo assistenza ai visitatori, significa invadere qualche specifico campo professionale? Si tratta di una funzione da archeologo o da storico dell’arte o da museologo o da antropologo? Non mi sembra». E continua: «L’unico appunto che si può fare al MiBAC è che, forse, impauriti dalla reazione dei professionisti al loro appello, non sono riusciti a mantenere la lucidità necessaria per fornire le corrette giustificazioni e hanno dato l’impressione di “annaspare” in acque agitate». A suo giudizio l’hasthtag #no18maggio è un errore «perché i problemi dell'occupazione dei professionisti [...] certo non sono causati dall'utilizzo dei volontari per una giornata come la Notte dei Musei. Non è stato richiesto di fornire una prestazione professionale ma di assistere i visitatori a supporto del personale di custodia, niente a che fare con il lavoro di un archeologo. Direi che in questa circostanza, una protesta così impostata è completamene fuori obiettivo, perché ha ribaltato una situazione che talvolta, purtroppo, si verifica: cioè l'uscita dai propri confini operativi dei volontari che invadono il campo d'azione dei professionisti. In questo caso, invece, quello che è un lavoro che un volontario può svolgere senza danneggiare nessuno, e che ha diritto di svolgere quando si tratta di occasioni di questo tipo che comportano una partecipazione generale, viene loro negato dai professionisti».
ripreso da:
http://www.vita.it/non-profit/volontariato/notte-dei-musei-cui-prodest-boicottarla.html

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