giovedì 31 gennaio 2013

Volontariato nei musei: risorsa o...

Ecco qualche brano di un interessante articolo di Caterina Pisu sul volontariato nei musei:
"Il volontariato culturale fa parte della storia recente, sebbene le prime esperienze si possano far risalire al XIX secolo, con la nascita delle Società di Mutuo Soccorso. Queste società, espandendosi rapidamente in molti Paesi europei, hanno presto aggiunto agli obiettivi prettamente sociali anche quelli ricreativi, culturali e sportivi. Tuttavia non si potrà ancora parlare di volontariato inteso in senso moderno almeno fino agli anni Settanta del secolo scorso, quando, grazie al clima di rivoluzione culturale di quel particolare periodo storico, si affermerà una presa di coscienza sempre più forte e diffusa dell’importanza dei beni culturali e, nello specifico, delle istituzioni museali. Ai giorni nostri, il volontariato museale costituisce, senza ombra di dubbio, una delle risorse più importanti per garantire la piena fruizione dei musei e la loro integrazione nel tessuto sociale. Da tempo si sono costituite associazioni nazionali ed internazionali che hanno lo scopo non solo di riunire coloro che si sono messi al servizio delle istituzioni museali di piccole e grandi città, ma anche quello di tracciare le linee guida e un codice etico dei volontari che ne uniformi e ne indirizzi correttamente l’attività, favorendo, nel contempo, anche le indispensabili occasioni formative all’interno delle istituzioni museali. Negli ultimi anni, inoltre, si sono moltiplicate le iniziative internazionali di promozione del volontariato: fra tutte cito il progetto biennale “VoCH - Volunteers for Cultural Heritage”, finanziato nell’ambito del Programma Europeo Lifelong Learning, che ha avuto inizio nel novembre del 2007. Il volontariato, tuttavia, se da una parte incontra l’attenzione delle istituzioni e il favore prima di tutto del pubblico dei musei, che può così contare sul supporto di personale adeguato, dall’altra è oggetto di diffidenza se non di aperta ostilità soprattutto da parte dei giovani laureati e dei lavoratori precari, a causa della convinzione che a un aumento dei volontari corrisponda una diminuzione delle opportunità di lavoro. Non sempre questa equazione corrisponde alla realtà ed è necessario, allora, fare una distinzione tra “lavoro gratuito” e volontariato, affinché non si creino rischi di confusione: un conto è il professionista che è “costretto” ad erogare i suoi servizi gratuitamente (come tanti direttori di musei locali, per esempio; mentre questo incarico, poiché comporta responsabilità elevate, dovrebbe essere sempre retribuito), un altro è il cittadino, semplice appassionato o professionista qualificato, che si mette al servizio della comunità per garantire una maggiore efficienza a determinati settori di un museo e che, quindi, può fregiarsi a pieno titolo della qualifica di volontario. Dunque sarebbe meglio dire, molto più correttamente: no allo sfruttamento del lavoro professionale. Il lavoro del volontario, non è una forma di sfruttamento dei lavoratori ma è sempre un servizio offerto a favore della comunità; in alcun caso dovrebbe sostituirsi o sovrapporsi a quello del personale inserito nell’organico del museo, ma dovrebbe essere sempre complementare ad esso, come recita, al punto 5.3, il Codice etico degli Amici e Volontari dei musei adottato in occasione del IX Congresso Internazionale degli Amici dei Musei, tenutosi a Oaxaca, in Messico, dal 21 al 25 ottobre 1996: “Evitare sovrapposizioni. Gli amici e i volontari possono trovare negli ambiti d’intervento non affidati al personale permanente del museo un terreno privilegiato in cui esercitare le loro iniziative e devono prestare attenzione onde evitare che le loro attività non si sovrappongano a quelle esercitate dal personale responsabile”.
Articolo integrale qui:
http://museumsnewspaper.blogspot.it/2013/01/per-amore-dei-musei.html

giovedì 24 gennaio 2013

Il 4° Convegno Nazionale dei Piccoli Musei si terrà ad Assisi


Il Centro Studi di Assisi e il comune di Assisi organizzeranno 11 e 12 novembre 2013 il Convegno Nazionale dei Piccoli Musei.
Il Presidente del CST Dottor Luigi Tardioli socio fondatore della Associazione Italiana Piccoli Musei saluta con forza la scelta del Consiglio di Amministrazione della Associazione di venire ad Assisi.
Gestori di Musei non ci si diventa facilmente soprattutto se in correlazione con la filiera turistica e culturale, questo è quello a cui punta il Centro Studi con la collaborazione del consulente MKT e presidente della Associazione Giancarlo DAll’Ara ovvero ad una professioni che valorizzi i piccoli musei ovvero crei dei Musei Accoglienti per creare una nuova cultura gestionale per i piccoli Musei. Il 90% dei musei italiani è dato da musei di piccola dimensione, ma il modello di riferimento per la loro gestione, è quello del Museo di grande dimensione.
Il CST lavora affinchè il punto di vista che i Piccoli Musei non siano, e non vadano visti come una versione ridotta dei grandi, e anzi proprio l’idea che i “piccoli” siano dei “grandi incompiuti” è il peccato originale che ha impedito a molti di loro di riuscire ad avere un legame più forte con il territorio di appartenenza, di sviluppare un maggior numero di visitatori, ed in ultima analisi di poter svolgere la loro funzione.
E quando i piccoli anziché valorizzare le loro specificità, imitano i grandi, rischiano di aggiungere ai limiti propri della dimensione ridotta, ulteriori svantaggi e diseconomie. E soprattutto aumenta la distanza psicologica con i residenti, che infatti sono i primi a non entrare nei musei.
Le esperienze che il CST stà mettendo in campo con il Dottor Paolo Desinano e il Dottor Prof. Giancarlo Dall’Ara docente del Centro stesso e che per gestire un Piccolo Museo e per far sì questo che possa esplodere tutte le sue specificità e potenzialità, sia in relazione ai residenti che in relazione ai visitatori, ci sia bisogno di una cultura specifica, una cultura diversa da quelle attualmente dominanti, e cioè da quella tradizionale, tutta schiacciata sulla conservazione (product oriented), e ovviamente anche da quella tutta orientata al consumatore (market oriented) tipica dei musei “experience”.
Tardioli e il suo staff portano avanti la linea tracciata da Dall’Ara dove il modello non teorico ma già funzionante in diverse realtà italiane, è quello di creare una cultura specifica per i piccoli musei che comporta in primo luogo il fatto che un museo di piccola dimensione debba essere “piccolo fino in fondo”, debba cioè puntare sulla cura dei dettagli, instaurare relazioni calde con la comunità, e con i visitatori, e anzi si debba ricentrare proprio sul tema dell’accoglienza.
Come è evidente infatti il tema dell’accoglienza è quello più critico e al tempo stesso il limite dei musei di grande dimensione; questo perché grandi spazi e numero elevato di visitatori impongono di gestire l’accoglienza secondo procedure e standard che finiscono per irrigidire le relazioni con i visitatori, renderle asettiche, impedendo una gestione dell’accoglienza calda e relazionale, come quella che può caratterizzare invece i Piccoli Musei, con tutti i vantaggi di marketing e di fidelizzazione che ne derivano, se li si sa gestire.
(dal giornale Comune di Assisi, gennaio 2013)

domenica 20 gennaio 2013

I piccoli musei italiani incontrano i musei del Brasile


Sabato mattina si è svolto a Roma un incontro tra l'Associazione Nazionale Piccoli Musei, rappresentata da Caterina Pisu, e una delegazione dell'Instituto Brasileiro de Museus (IBRAM), guidato dal Presidente, José do Nascimento Jr. Il colloquio ha aperto prospettive di future collaborazioni e ha messo in luce una comune visione dei musei, soprattutto dei piccoli musei che anche in Brasile, come in Italia, rappresentano la parte più importante del patrimonio museale nazionale. Il 70% dei musei brasiliani, ci ha detto il Prof. José do Nascimento Jr., è costituito da piccoli musei. Abbiamo anche constatato che il Brasile è un Paese all'avanguardia nelle politiche di promozione e di valorizzazione dei musei. Più avanti riferiremo in modo più approfondito dei vari progetti che sono già in atto o che stanno per nascere, tutti rivolti a rafforzare il legame tra le comunità e i musei, al fine di custodire la memoria e sviluppare i territori anche in senso economico e sociale. La mattinata si è conclusa con la visita di un museo appartenente al Polo Museale universitario La Sapienza, il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, che sta mettendo a punto un software per la creazione di siti web per i piccoli musei.

Immagine dell'incontro di sabato 19/01 tra l'Associazione Nazionale Piccoli Musei (APM) e una delegazione dell'Instituto Brasileiro de Museus (IBRAM), Da sinistra Cynthia Bicalho Uchoa, responsabile del settore relazioni internazionali dell'IBRAM, il Presidente, José do Nascimento Jr, Caterina Pisu, rappresentante dell'APM, e Maria Valentina Naves, responsabile del settore comunicazione dell'IBRAM
(Grazie Caterina Pisu!)

sabato 12 gennaio 2013

L'Associazione Nazionale Case della Memoria



Abbiamo ricevuto una lettera del Presidente dell'Associazione Case della Memoria:
"Ho il piacere di annunciarvi che all’indirizzo www.casedellamemoria.it è in linea il nostro nuovo sito web aggiornato con una nuova modalità operativa, nuovi contenuti e nuova veste grafica più moderna e accattivante. Come sapete la nostra rete delle case dei grandi personaggi italiani comprende 35 case in 6 regioni italiane e fra poco, con l'ingresso della Casa Natale di Silvio Pellico a Saluzzo in Piemonte, comprenderà 36 case in 7 regioni Italiane.
Con l’occasione, dopo aver partecipato al terzo Convegno dell’Associazione Nazionale Piccoli Musei, che si è svolto nella splendida cornice di Amalfi, mi preme con la presente ringraziare di cuore il prof. Giancarlo Dall’Ara per questo straordinario incontro che ci ha messo in contatto con la ricca e variegata realtà museale del nostro paese e ci ha rafforzato nell’idea che solo nel fare rete i nostri musei potranno conquistare il giusto ruolo che loro spetta nell’ambito culturale e turistico, sia a livello nazionale che internazionale. Ringrazio l’avv. Gennaro Pisacane per l’ottima organizzazione dell’incontro e per la straordinaria accoglienza e colgo l’occasione per salutare con viva cordialità tutti gli amici, professionisti ed esperti museali e turistici, che ho avuto il piacere e l’onore di conoscere durante il convegno.
L'Associazione Nazionale Case della Memoria mette in rete storiche dimore in cui hanno vissuto alcuni dei più importanti personaggi della cultura italiana (solo per fare alcuni nomi), da Dante, Petrarca, Boccaccio, Giotto, passando per Niccolò Machiavelli e Leonardo da Vinci, fino ad arrivare a personaggi più vicini a noi nel tempo come Carducci, Pascoli, Puccini, Maria Montessori, Enrico Caruso ed Antonio Gramsci, e ai protagonisti dei nostri giorni, Enzo Ferrari, Primo Conti, Indro Montanelli, Goffredo Parise, Sigfrido Bartolini. La nostra Associazione Nazionale Case della Memoria, che è nata a Prato nel 2005 in seguito ad un censimento promosso dalla Regione Toscana, promuove le case storiche dove sono nati, hanno trascorso frammenti importanti della loro esistenza, o sono morti i “grandi” personaggi di foscoliana memoria, in ogni campo del sapere, della letteratura, della musica, dell’arte, della scienza, in generale della storia, con la consapevolezza che non è possibile leggere le opere immortali dei grandi scrittori, ascoltare le composizioni della loro musica immortale, ammirare i dipinti e le sculture di artisti geniali, in definitiva conoscere la storia, senza "incontrare" i suoi protagonisti, il loro vissuto, il forte legame con il territorio. Le case-museo o case della memoria o case d'artista, ci consentono di conoscere la dimensione quotidiana dei grandi del passato, di incontrarli nel loro vissuto, sentirli quasi presenti. (...)
Colgo l’occasione per inviare a tutti un cordiale saluto, nell’attesa di incontrarci presto e, soprattutto, per continuare a lavorare insieme per la promozione dei nostri musei.
Adriano Rigoli
Presidente Associazione Nazionale Case della Memoria
www.casedellamemoria.it

sabato 5 gennaio 2013

Il patrimonio culturale al tempo di internet


Musées virtuels, applications mobiles, réalisations en 3D, données libres à partager ou plateformes de financement, les initiatives sont toujours plus nombreuses et de plus en plus encouragées par les institutions publiques. Plongée dans de nouveaux mondes culturels qui coûtent mais rapportent aussi auprès d'un public demandeur.

Trovate tutto qui:
http://www.franceculture.fr/emission-pixel-prochain-pixel-le-patrimoine-a-l-ere-numerique-2012-11-23

Grazie ad Amelie Racine per la segnalazione!