venerdì 26 luglio 2013

Cosa possono imparare i piccoli musei dagli alberghi diffusi?


Devo ringraziare il Gal Trasimeno Orvietano, ed in particolare la dottoressa Francesca Caproni che mi ha chiesto di tenere due incontri pubblici su due temi apparentemente diversi e “slegati” tra loro: l’albergo diffuso e l’ecomuseo, in un contesto, quello dell’Umbria, fortemente caratterizzato dalla presenza di piccoli borghi e piccoli musei.
Nei due incontri svolti sul Trasimeno ho provato a sostenere diverse tesi.
Qui ne vorrei riprendere una.
Come certo sapete l’Albergo Diffuso è un modello di ospitalità italiana, e più esattamente una forma di rete molto evoluta in grado di offrire prodotti e servizi che altre forme di ospitalità faticano a dare, ma che ha anche l’obiettivo di valorizzare ciò che esiste nel territorio rispettando l’ambiente e il paesaggio, e di svolgere la funzione straordinaria di valorizzare le piccole cose di tutti i giorni che circondano la vita degli abitanti dei borghi. A cominciare dalle testimonianze del passato e dei beni culturali, con l’obiettivo non di museificare, ma di rendere viva questa realtà.
Negli incontri ho sostenuto anche la tesi che l’albergo diffuso funziona se la sua gestione ha le radici nel territorio, e se riesce a declinare la cultura dell’accoglienza locale in una forma di ospitalità che deve essere imprenditoriale e professionale.
Proprio questo è il tema che ci permette di guardare alle problematiche museali in un’altra ottica, che è l’ottica dello sviluppo possibile.
A ben vedere infatti la maggior parte dei musei, e in particolare quelli di piccola dimensione, vive una situazione di grande difficoltà; ma i problemi non sono certo legati ai beni culturali, ai contenuti dei musei, ma alla loro gestione.
Ed ecco che guardando la gestione degli Alberghi Diffusi i piccoli musei possono trovare nuovi stimoli e nuova linfa, nuove idee e nuove modalità, più semplici e più adatte alla loro specificità che è quella di essere legati al territorio e alla comunità locale.
E interpretando e rivedendo il modello gestionale dei piccoli musei alla luce della gestione degli AD, si vede quanto le potenzialità per svolgere meglio la propria funzione museale, siano enormi.
Dunque c’è un legame tra AD e realtà museale che permette di guardare quel particolare tipo di museo e di progetto di rete che è l’Ecomuseo, in un ‘ottica nuova e diversa.

Grazie anche a Eleonora Fioriti, dell'Albergo Diffuso Borgo Sant'Angelo, di Gualdo Tadino che ha portato la sua bellissima testimonianza agli incontri.

lunedì 15 luglio 2013

Dieci tesi sui piccoli musei e…un invito al Ministro della Cultura, Massimo Bray


1. Il 90% dei musei italiani è di piccola e piccolissima dimensione…

2. …eppure le norme sono sempre concepite a misura dei musei di grande dimensione. E’ stato creato un “museo astratto” che in realtà non c’è.

3. Perciò, a causa di queste norme, per il Ministero e le Regioni, la metà dei musei italiani semplicemente non esiste.

4. Il problema dei musei italiani non è la promozione o la pubblicità, ma la gestione. In particolare occorre pensare a competenze e modelli gestionali diversi da quelli attuali e che siano più adatti alla piccola dimensione..

5. Il volontariato può fare molto per i musei, ma va incentivato e formato.

6. Piccola dimensione non significa solo disporre di spazi limitati, ma poter allacciare legami più stretti con il territorio e la comunità locale. Quindi la “piccola dimensione” è un “grande valore” da promuovere!

7. L’11 e il 12 novembre ad Assisi si incontrano i piccoli musei italiani per discutere tutti questi temi. Il Ministero non ha ancora partecipato ai nostri Convegni. Ministro Bray, perché non viene a sentirci?

8. Se verrà, si accorgerà che il ruolo dei Piccoli Musei è fondamentale, che i musei non sono fatalmente destinati a chiudere, e che anzi il loro sviluppo è possibile…

9. …se verrà, si accorgerà che talvolta le Istituzioni non sanno aiutare i musei a nascere e a crescere, e non di rado addirittura complicano la loro esistenza…

10. …se verrà, si accorgerà che tra i musei italiani ce ne sono molti che hanno idee, competenze e progettualità nuove, finalizzate al loro sviluppo e a quello dei territori in cui si trovano.

Prof. Giancarlo Dall’Ara
Presidente dell’Associazione Nazionale Piccoli Musei