venerdì 21 marzo 2014

Tecnologia o relazione umana? Un post di Ilenia Atzori


Una delle caratteristiche più importanti che un museo dovrebbe avere è quella di emozionare i visitatori. Per farlo, c'è chi punta sulle nuove possibilità offerte dalla tecnologia e chi, invece, si affida al "semplice" contatto umano. E qui, le opinioni a favore dell'una o dell'altra scelta, si dividono.
Da un lato, c'è chi sostiene che le nuove tecnologie si integrino perfettamente all'interno dei musei, offrendo supporti multimediali che ci guidino lungo il percorso di visita, creino interazione con gli oggetti esposti e rendano più esperienziale la nostra visita. Dall'altro, i supporter della cara vecchia relazione sociale, nella quale una o più persone si prendono cura dei visitatori lungo tutto il percorso, offrendo un tipo di esperienza molto diversa dalla prima, spesso ritenuta fredda e fittizia.
Eppure, esistono casi nei quali la fruizione di un museo, o di un heritage site, possa risultare altamente esperienzale sia in un caso che nell'altro. Ed a sostegno di questa tesi, citiamo gli esempi del King John's Castle di Limerick e del Bunratty Castle and Folk Park di Bunratty, entrambi in Irlanda.
Dopo un importante investimento nel restauro (si parla di alcuni milioni di euro, nda), il King John's Castle ha riaperto al pubblico il 28 giugno 2013, presentando un modernissimo impianto multimediale che ricostruisce la storia di questo gioiello del XIII secolo.
Costruito sulla King's Island, lungo le rive del fiume Shannon, a Limerick, al castello è oggi annesso un visitors centre completamente rinnovato, opera degli stessi ideatori del Titanic Exhibition di Belfast. Al suo interno, un percorso che si snoda attraverso i diversi periodi storici che hanno portato alla nascita del castello stesso e della città. Pannelli touch screen mettono alla prova il visitatore con divertenti quiz, grossi cassetti -che siamo espressamente invitati ad aprire- ci permettono di toccare letteralmente con mano quali utensili, cibi o monete venissero utilizzati nelle varie epoche. Incontreremo, grazie a grandi schermi, i personaggi che hanno contribuito alla storia del castello e della città, che ci racconteranno le loro vicende: basterà premere un tasto o sollevare il sacchetto delle monete davanti a loro!
E poi, ancora, audioguide multilingue comprese nel costo del biglietto, giochi, modelli tridimensionali, riproduzioni di costumi d'epoca da indossare e brevi filmati. Tutto, corredato dalle illustrazioni in bianco e nero di David Rooney, che immortalano soprattutto la storia più antica del sito e del castello, e da grandi pannelli esplicativi, chiari e sintetici. Una volta lasciato il visitors centre, la tecnologia continua ad accompagnarci: pannelli con immagini in slideshow raccontano gli scavi dei sotterranei, con la possibilità di scegliere tra diverse lingue europee, e più avanti incontreremo di nuovo i personaggi che, in precedenza, ci avevano accolto e raccontato la storia del cantiere di costruzione.
Al piano superiore dell'area relax, la visita continua, portandoci alla storia più recente di Limerick. A conclusione del tour, un monitor touch screen, col quale misurare le conoscenze acquisite durante il tour e diventare il nuovo Re del castello. Infine, un pannello al quale possiamo appendere un cartellino (che troveremo, insieme alla penna, su un tavolino poco distante) su cui scriveremo cosa abbiamo imparato durante la nostra visita.
Un mix perfetto tra interazione 2.0 ed "analogica", per una visita che ricorderemo a lungo.
Il Bunratty Castle and Folk Park è un heritage site nella contea di Clare, lungo le rive del fiume Shannon, che divide l'ovest dell'isola dall'est e dal sud. Il sito è composto da un castello del XV secolo e la ricostruzione di un villaggio del XIX secolo. Qui, l'esperienzialità della visita è affidata all'approccio umano. Durante il periodo che va da marzo a settembre, il villaggio è animato da numerosi figuranti che interpretano personaggi chiave nella vita quotidiana di un piccolo centro di fine Ottocento-primi Novecento: il fabbro, che realizza gli utensili per gli altri artigiani, la proprietaria della fattoria, detta Bean an Tí, che prepara il burro ed i dolci tipici irlandesi (che successivamente si possono degustare alla tea room), il maestro della scuola, il poliziotto... tutti rigorosamente in costume d'epoca. Il visitatore può interagire con ognuno di loro, ascoltare le storie sul villaggio, soddisfare le proprie curiosità, partecipare ad alcune attività di laboratorio, o semplicemente degustare l'ottima cucina tradizionale alla tea room o al pub MacNamara.
Nei circa cinque ettari del parco troveremo anche galline, capre, maiali, mucche, cervi, asini, pony e pecore, che aiutano a tenere puliti i campi dalle erbacce (sì, all'interno del parco ci sono anche campi coltivati) e forniscono materie prime alla cucina, come uova e latte, ad esempio.
Da ottobre a marzo, invece, i personaggi del parco si riducono, ad eccezione del periodo natalizio, durante il quale compaiono Mr. Scrooge, Santa Clause insieme a Mrs. Clause, ed altri.
A lato del parco, il castello, che il visitatore è pressoché libero di visitare senza una guida, perché provvisto di mappa all'ingresso. Tuttavia, si viene accolti dalle guide in costume medievale, sia alla Great Hall che nelle principali stanze, che uniscono cortesia e storia, consigli sulle parti più belle del castello e aneddoti di corte.
Alla sera, due volte a settimana, si tengono banchetti medievali, animati da figuranti in costume medievale che, oltre a servire la cena, intrattengono il pubblico con musica e canti tradizionali dal vivo. A dimostrazione del fatto che, pur senza tecnologia (nè il castello, nè il parco sono forniti di wifi), ed affidandosi a personale cordiale e professionale, l'esperienza del visitatore possa essere incredibilmente emozionale.
Ilenia Atzori ilenia.atzori@gmail.com

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