venerdì 16 maggio 2014

L'Italia produttrice di gioia e di bellezza. Ripartiamo dai piccoli musei


Riprendo un articolo di Stefano Montefiori pubblicato dal Corriere della Sera del 14 ottobre 2010, nel quale il corrispondente del quotidiano milanese intervista l’Accademico di Francia Marc Fumaroli, che propone un percorso per arginare il modello pop americano.
“Considerati il passato e l’immensità del suo Patrimonio, sarebbe normale che fosse l’Italia oggi a mostrare al resto d’Europa la via per uscire dalle sabbie mobili della cultura di massa. In fondo l’ha già fatto altre volte in passato: risollevarsi, rinascere dopo i periodi di declino. Un declino che oggi riguarda tutti gli europei.” (…) 
“Non credo che esista un altro Paese che benefici di tanta simpatia nel mondo. Immagino che dipenda dal fatto che l’Italia è sempre stata produttrice di gioia e di bellezza, ha dato all’Europa i suoi splendidi autori, pittori, scultori, architetti, attori, cantanti, musicisti… Da voi non c’è mai stato disprezzo del mondo, ma un invito a gustarlo ancora, anche quando tutto sembra perduto e desolato. (…) 
Nel nostro mondo servono luoghi dove riposarsi, raccogliersi, volgere lo sguardo verso orizzonti che siano diversi da quelli proposti dal gran commercio culturale e dalla programmazione mediatica.
-       Da dove si potrebbe cominciare?

Dai piccoli musei che non richiedono lunghi soggiorni, ma offrono visite molto intense"

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