lunedì 9 giugno 2014

I problemi dei musei non sono le figure manageriali


Riprendo quanto scritto oggi da Caterina Pisu nella nostra pagina Facebook: "I problemi dei musei italiani non sono certo da ricercare nell'assenza di "figure manageriali" nello staff dirigente, quasi come se i dirigenti attuali fossero degli incapaci. Il problema principale consiste nel fatto che i nostri dirigenti devono lavorare in una situazione di cronica mancanza di fondi, evidentemente perché i politici (e il primo ministro non fa eccezione) sono tutti bravi a parole: sono anni che si ripete che il Ministero dei Beni Culturali deve essere considerato un ministero "di serie A", che bisogna investire in cultura, che la cultura è "volano dello sviluppo e dell'economia" e via dicendo, ma la realtà è che il ministero ha subito tagli enormi da diversi anni a questa parte, e oggi diversi musei si trovano in difficoltà anche solo se si tratta di cambiare una lampadina. Per non parlare poi della politica "accentratrice" che si è inasprita sotto la gestione Resca: sembra che in Italia ci siano solo quei quattro-cinque capolavori importanti, e che non valga la pena visitare il resto. Si parla quasi esclusivamente di Uffizi e Colosseo, le realtà minori non hanno quasi voce, non vengono valorizzate né adeguatamente pubblicizzate."
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Commento di Laura Patara: "fondi o non fondi...venerdì scorso sono stata al museo archeologico di Tarquinia, patrimonio Unesco. Ho accompagnato dei clienti e con noi c'era la guida in inglese. Ho dato un'occhiata in giro..le spiegazioni degli oggetti scritte solo in italiano, i cartelloni con dei cenni storici idem. Se gli avessi preparato una visita a Tarquinia senza guida e se non fossi andata con loro per vedere come si trovavano..che cosa avrebbero capito degli Etruschi? Ho anche osservato le facce di alcuni turisti che erano lì con noi, immagino fossero tedeschi. gironzolavano qua e là ed era evidente che non capivano cosa avessero di fronte.

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