domenica 29 giugno 2014

Il museo si visita anche su twitter


Copparo. Visitare un museo? Niente di più semplice. Basta accedere al proprio account Twitter e nello spazio di 140 caratteri si potrà conoscere la sua offerta culturale, le sue esposizioni e qualche piccola chicca nascosta. È quello la villa/museo di Copparo dedicata a Dante Bighi offrirà agli internauti più social il 14 luglio prossimo a partire dalle ore 14.
Visitare i musei in modo virtuale tramite un browser web non è certo una novità, ma da un po’ di tempo i social media hanno aperto nuove strade percorse dai curatori e gestori dei musei più accorti e sensibili alla rete, pronti a sfruttare al meglio gli elementi che li caratterizzano: la grande diffusione e l’interazione più o meno immediata. E così anche i piccoli centri culturali, come il centro studi Dante Bighi, possono immergersi in quello sterminato mare di interazioni e provare a farsi conoscere da una platea sicuramente più grande di quella locale nella speranza di trasformare una parte di quei visitatori virtuali in visitatori reali.
L’iniziativa si chiama #smallmuseumtour ed è promossa dall’associazione nazionale dei Piccoli Musei, la quale ha creato un format da seguire per l’evento del 14 luglio: in un’ora i piccoli musei aderenti (finora sono 8 in tutta Italia) offriranno un tour virtuale agli utenti di Twitter tramite foto, filmati e materiali di altro genere. Il museo Dante Bighi potrà essere così visitato seguendo gli account @MuseoVillaBighi, @EnghelaBertelli (il profilo di Elena Bertelli, la vicepresidente del centro studi) e, ovviamente, @piccolimusei e @piccolimusei2 dell’associazione Piccoli Musei.
“Abbiamo preparato 8 fotografie, un piccolo video della durata di un minuto e altro materiale  che abbiamo inviato a @piccolimusei” — spiega Elena Bertelli – ma cercheremo di coinvolgere i nostri visitatori anche con un piccolo quiz: abbiamo preparato tre domande e i primi che risponderanno correttamente potranno vincere una guida e una maglietta del museo Dante Bighi”. Ci sarà anche una ‘mascotte’ speciale, la mamma di Dante Bighi che farà una piccola presentazione del museo.
L’iniziativa è stata preceduta lo scorso mese di maggio da un’altra molto simile anche se di portata maggiore, la #MuseumWeek, la settimana dei musei su Twitter alla quale ha partecipato il Dante Bighi: “Utilizziamo i social network, Facebook in particolare che però ci consente di metterci in contatto principalmente con persone vicine a noi a livello territoriale – spiega Bertelli -, Twitter invece ci permette un contatto più ampio, tanto che dopo la #MuseumWeek sono arrivati dei visitatori da Cremona”. L’obiettivo è proprio quello di sfruttare la forza dei social network per estendere la ‘rete’ anche oltre i confini di Copparo e Ferrara, ma non solo: “In 6 anni di esistenza i nostri visitatori sono venuti più che altro per inaugurazioni di eventi o seminari, i visitatori spontanei sono stati pochi e proprio per questo stiamo utilizzando i social media con l’intento di estendere la nostra rete e cercare di crescere”.
 http://www.estense.com/?p=394790

venerdì 27 giugno 2014

I piccoli musei devono essere ad ingresso gratuito, parola di ....


"Non ha senso che il museo di Figline Valdarno o quello di Bassano siano a pagamento, sono istituzioni che vivono per essere al servizio dei i cittadini, per essere lo spirito della loro civiltà. (...)
il modello inglese, che è il più avanzato, ci dice che i musei devono essere gratuiti. È uno degli atti di civiltà dello Stato: la scuola, i musei, le biblioteche non devono presupporre tasse. Come una persona che abbia voglia di leggere un libro può andare tranquillamente in una biblioteca, così deve poter fare un’altra che vuole osservare un quadro di Botticelli. Trovo insensato far pagare per entrare nei musei, se si aumentano i biglietti si avrà una diminuzione nel flusso e si creeranno delle storture, nessuno andrà più a vedere le mostre, avremo un calo dei visitatori, perché il museo deve essere amico del cittadino, della sua formazione».

Così Vittorio Sgarbi in questa intervista:
http://insideart.eu/2014/06/20/biglietti-dei-musei-parla-sgarbi-italiani-gratis-paghino-solo-gli-stranieri/

"I piccoli musei bisognerebbe renderli gratis. Prenda il Carlo Bilotti: ha 18 De Chirico, ma ogni visitatore ci costa 45 euro. Bisognerebbe eliminare la biglietteria, spostare il personale alle Scuderie del Quirinale: dove davvero serve". 
Intervista al Sindaco di Roma, Marino:
http://www.repubblica.it/cultura/2014/06/27/news/marino_cultura_roma-90117903/?rssimage

sabato 21 giugno 2014

Il tavolo regionale in vista del Convegno Nazionale dei Piccoli Musei


Ieri si è svolto a Viterbo il nostro convegno regionale sui piccoli musei, a tutti gli effetti un tavolo preparatorio in vista del Convegno Nazionale che terremo sempre a Viterbo a fine settembre (trovate tutto qui: Quinto Convegno Nazionale Piccoli Musei
E' stata davvero una bella occasione per conoscere la realtà dei piccoli musei che hanno preso parte all'incontro e per far conoscere le motivazioni che hanno portato alla nascita dell'Ass.ne dei Piccoli musei e alla scelta di Viterbo come sede del prossimo convegno nazionale.
Hanno partecipato una cinquantina di persone, forse qualcuna di più, in rappresentanza dei musei della Tuscia e del Lazio, assieme ai responsabili regionali dell'APM della Toscana e del Lazio. Due i tavoli di discussione, il primo moderato da Caterina Pisu, e il secondo da Lucrezia Ungaro della Sovrintendenza di Roma.
Grazie a Caterina Pisu, coordinatrice dell'APM che assieme a Laura Patara e a Francesca Ceci ha reso possibile questo incontro.
Trovate qui la mia relazione Un nuovo ruolo per i Piccoli Musei

venerdì 13 giugno 2014

Ecomusei, musei diffusi e piccoli musei



Ecco gli Atti del Convegno di Noli. Estrapolo solo poche righe:
Per chi e per che cosa conserviamo?”. Ecomuseo e museo diffuso contengono in sé la risposta: per le persone e per il futuro – ma quante volte abbiamo invece la sensazione che approfondite e pur benemerite operazioni di tutela e di studio siano fatte per le cose in sé, e per pochi eletti che in esse trovano una ragione di impegno?
(dall'intervento della prof.ssa Valeria Minucciani, Resp. Ass.ne Piccoli Musei Piemonte)

Gli ecomusei e i musei diffusi come fattore di crescita sostenibile e turismo consapevole è il titolo di un importante convegno che ha portato a Noli (Savona) – il 13 dicembre 2013, presso la Fondazione S. Antonio – alcune significative esperienze liguri e piemontesi. Le tematiche affrontate durante l’incontro, arricchite dalla variegata provenienza territoriale e dalla competenza dei relatori, hanno intrecciato argomenti come la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale locale – materiale ed immateriale – con temi che indicano anche un orizzonte preciso per il nostro futuro vivere civile, una direzione di marcia moderna e necessaria

trovate tutto qui:
http://www.saperepopolare.com/libreria/sapere-popolare-2/aa-vv/gli-ecomusei-e-i-musei-diffusi-come-fattore-di-crescita-sostenibile-e-turismo-consapevole-atti-del-convegno-13-dicembre-2013-noli-savona-fondazione-santantonio/

lunedì 9 giugno 2014

I problemi dei musei non sono le figure manageriali


Riprendo quanto scritto oggi da Caterina Pisu nella nostra pagina Facebook: "I problemi dei musei italiani non sono certo da ricercare nell'assenza di "figure manageriali" nello staff dirigente, quasi come se i dirigenti attuali fossero degli incapaci. Il problema principale consiste nel fatto che i nostri dirigenti devono lavorare in una situazione di cronica mancanza di fondi, evidentemente perché i politici (e il primo ministro non fa eccezione) sono tutti bravi a parole: sono anni che si ripete che il Ministero dei Beni Culturali deve essere considerato un ministero "di serie A", che bisogna investire in cultura, che la cultura è "volano dello sviluppo e dell'economia" e via dicendo, ma la realtà è che il ministero ha subito tagli enormi da diversi anni a questa parte, e oggi diversi musei si trovano in difficoltà anche solo se si tratta di cambiare una lampadina. Per non parlare poi della politica "accentratrice" che si è inasprita sotto la gestione Resca: sembra che in Italia ci siano solo quei quattro-cinque capolavori importanti, e che non valga la pena visitare il resto. Si parla quasi esclusivamente di Uffizi e Colosseo, le realtà minori non hanno quasi voce, non vengono valorizzate né adeguatamente pubblicizzate."
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Commento di Laura Patara: "fondi o non fondi...venerdì scorso sono stata al museo archeologico di Tarquinia, patrimonio Unesco. Ho accompagnato dei clienti e con noi c'era la guida in inglese. Ho dato un'occhiata in giro..le spiegazioni degli oggetti scritte solo in italiano, i cartelloni con dei cenni storici idem. Se gli avessi preparato una visita a Tarquinia senza guida e se non fossi andata con loro per vedere come si trovavano..che cosa avrebbero capito degli Etruschi? Ho anche osservato le facce di alcuni turisti che erano lì con noi, immagino fossero tedeschi. gironzolavano qua e là ed era evidente che non capivano cosa avessero di fronte.