sabato 26 dicembre 2015

In visita ai musei con i bambini. Un post di Leontina Sorrentino

Vi propongo qualche riflessione di Leontina Sorrentino sulle visite dei musei con i bambini: 

(...)

Da circa un anno ho iniziato un progetto – #DABinVisita- che coinvolge tutta la mia famiglia e che mi porterà su e giù per l’Italia a visitare, rivisitare e scoprire i Musei Italiani, attraverso lo sguardo speciale dei bambini. L’obiettivo non è quello di stilare una classifica, ma di conoscere il nostro stato dell’arte per raccontare le iniziative, gli sforzi, le storie di chi lavora per mediare e raccontare la nostra identità, storia e arte anche ai più piccoli! E’ un’occasione per vivere un’esperienza familiare che ha come obiettivo, medium e legante il nostro Patrimonio Culturale!
Miti e realtà
Insieme ai miei bambini ho visitato tanti Piccoli Musei, siamo stati nelle Marche, in Toscana, in Lombardia, in Campania. Ma tanti ancora mi aspettano: musei civici, statali o privati. Se è vero che le risorse non sono proporzionate alla quantità di Musei disseminati sul territorio Nazionale, è anche vero che molti vanno avanti grazie alla passione di singole persone o gruppi che, insistendo su un territorio, tengono viva storia, tradizioni e arte locali. Ognuno di questi Musei compone un pezzetto di mosaico che rende vivo e pulsante il Patrimonio Italiano. In un circuito culturale interessante e unico.
Il personale è sempre competente (anche se a volte volontario) e grandi passi si stanno facendo nella comunicazione.
Ho visto con mano:
– L’importanza di usare canali strategici come social network e ricerca, di molti eventi sono venuta a conoscenza tramite Twitter.
– Utilizzo funzionale della tecnologia (da solo un totem a Musei completamente interattivi). Tecnologia che arriva bene se dietro c’è una storia da raccontare, e che non sempre è necessaria, talvolta basta la suggestione di un voce.
– L’utilizzo del mezzo televisivo per fare didattica, per chiudere un progetto magari iniziato a scuola che racconta un percorso, accanto a strumenti tradizionali e sempre incisivi come un semplice libro letto o sfogliato.

domenica 20 dicembre 2015

Una riflessione sulla tomba etrusca rinvenuta a Città della Pieve


Come forse saprete a Città della Pieve (PG) è stata recentemente scoperta una tomba etrusca.
Ora l'eccezionalità di questo avvenimento non è solo nel ritrovamento di un sito importante, o nella qualità della conservazione dei sarcofagi o delle urne cinerarie, o nella finezza di statue e suppellettili ritrovate. C'è qualcosa di più profondo in tutto questo, che riguarda le persone, i cittadini di Città della Pieve e la passione con la quale hanno seguito il ritrovamento prima, la collocazione delle statue nel Museo della Chiesa di Santa Maria dei Servi, e la grande partecipazione alla presentazione avvenuta il 19 dicembre 2015.
Di tutto questo è testimonianza un intervento che in parte vi propongo di seguito, e che mi pare dica molto sul rapporto cultura/comunità locale:


"I pievesi si sono identificati in questa tomba, nel suo contenuto e nel suo percorso di ritrovamento, di valorizzazione e  di tutela. Perché sono abitanti di una città che come companatico fin da bambini, nelle scuole, nelle piazze, nelle chiese e nei paesaggi, ti da da mangiare arte, cultura e storia. Perché sono una cittadinanza che da tanto tempo ha fatto della memoria non solo il suo tratto distintivo, ma anche il contenuto della sua scommessa per il futuro. Perché i pievesi hanno ricevuto tanti “schiaffoni”in questi anni, tante declassazioni, tanti furti, ma non hanno mai cessato di ritenersi “cittadini” cui spetta la giusta dote di dignità. Ed allora ecco che la prima occasione che si presenta non la mollano, la azzannano come un osso da cui può dipendere una ripresa,una rinascita, una nuova scommessa. E poi c’è il frutto del lavoro di squadra, che rende sempre, che unifica e nello tesso tempo moltiplica. Lo hanno ricordato tutti. i tanti protagonisti che si sono attivati hanno  creato un detonatore che ha fatto esplodere una vicinanza, un interesse, una voglia di presenza, di  protagonismo che tra l’altro è solo all’inizio." 
intervento tratto da: http://www.corrierepievese.it/tomba-etrusca-folla-a-santa-maria-dei-servi/
Il Museo della Chiesa di Santa Maria dei Servi conserva anche affreschi del Perugino e merita davvero una visita! 

Ecco una piccola rassegna stampa sul ritrovamento:
http://www.artribune.com/2015/12/grande-scoperta-in-un-terreno-agricolo-in-umbria-ecco-le-immagini-dei-due-grandi-sarcofagi-etruschi-venuti-alla-luce-a-citta-della-pieve/sarcofagi-etruschi-rinvenuti-a-citta-della-pieve-3/

http://www.umbria24.it/citta-della-pieve-centinaia-in-fila-per-la-tomba-etrusca-ora-caccia-a-finanziamenti-ed-esami-del-dna/382446.html

https://www.halleyweb.com/c054012/po/mostra_news.php?id=224&area=H

http://www.perugiatoday.it/cronaca/presentazione-scoperta-necropoli-etrusca-citta-della-pieve.html

martedì 15 dicembre 2015

Turismo e cultura in una indagine di Lastminute.com




Viaggiatori appassionati: un terzo degli Italiani conosce meglio le città estere rispetto a quelle del proprio Paese.
Trend emergente: il “viaggio Social” delle città – pensiamo di conoscere una città quando vediamo dei post sui Social Media
Il Colosseo nella “TOP 3” dei luoghi di interesse che gli Europei pensano di dover vedere almeno una volta nella vita – Roma, invece, una delle città più famose
Gli italiani pare siano gli europei che visitano più luoghi d’interesse culturale delle città all’estero, come rivela la nuova ricerca condotta da lastminute.com, il sito di viaggi che offre un’ampia gamma di offerte di vacanze in tutto il mondo.
L’indagine sulla “Cultura delle città” approfondisce il livello di conoscenza delle città più grandi del mondo e delle loro attrazioni iconiche. La ricerca mostra che gli italiani sono davvero degli appassionati viaggiatori di città, visto che hanno visitato in media 9.7 luoghi d’interesse in città estere. Molto di più rispetto ad altre nazioni, in particolare, paragonato ai tedeschi e agli inglesi con 9.3 luoghi d’interesse, 8.6 per gli spagnoli e 8.5 per i francesi. Infatti – eccetto gli spagnoli – tutti gli altri hanno visitato molto di più città all’estero rispetto a quelle nel proprio Paese.

Quando si arriva a parlare del grado di conoscenza delle città della propria Nazione, infatti, quasi un italiano su 3 (30%) dichiara che, in realtà, conosce allo stesso modo o meglio città estere rispetto a quelle italiane.

immagine: Slide della prof.ssa Valeria Minucciani, Resp. Piemonte Ass.ne Nazionale Piccoli Musei 

giovedì 10 dicembre 2015

#Smallmuseumtour: 45 i musei coinvolti


Anche la 4a stagione di #Smallmuseumtour si è conclusa. Ma il progetto dell'Associazione Nazionale dei Piccoli Musei continuerà anche nel 2016.
In questa sede desidero ricordare che il successo di #Smallmuseumtour è in gran parte merito di Caterina Pisu, che lo ha inventato/progettato e gestito con passione e competenza, e poi di Ilenia Atzori che lo ha preso in mano più volte, recentemente anche con l'aiuto di Veronica Ramos, e di tanti altri gestori di piccoli musei, professionisti ed appassionati che lo hanno rilanciato, condiviso, che ne hanno scritto e lo hanno fatto conoscere, anche all'estero.
Negli obiettivi dell'APM non c'è solo il desiderio di far conoscere la straordinaria realtà dei piccoli musei, e di dare vita ad una visita virtuale, ma soprattutto quello di dialogare creando relazioni e comunità tra appassionati, visitatori, studiosi e curatori, di fare rete e di offrire qualcosa che difficilmente si riesce a fare in occasione di una visita reale al museo.
Sinora sono stati coinvolti 45 musei.
E siamo solo all'inizio!
www.piccolimusei.com

giovedì 3 dicembre 2015

In visita al Centro Caprense Ignazio Cerio


Nell'ambito della collaborazione con APM, è uscito un nuovo articolo di Artribune dedicato ai piccoli musei
L’associazione che riunisce i “piccoli” musei è un ottimo esempio di sinergia. In particolare, con quali altre realtà vi rapportate? È più una rete territoriale o, per così dire, tematica?
Il Museo Ignazio Cerio solo da dicembre 2014 è entrato in contatto con l’Associazione Piccoli Musei tramite smallmuseumtour ed è immediatamente iniziata una collaborazione con Caterina Pisu [coordinatrice nazionale dell’associazione, N.d.R.].
articolo qui

sabato 28 novembre 2015

Giornata dei diritti dei disabili: appello ai piccoli musei


Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità: appello ai piccoli musei

Giovedì 3 Dicembre è la Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità. L'Associazione Nazionale Piccoli Musei come ogni anno si attiva per sensibilizzare su questo tema e invita i piccoli musei a creare iniziative e a volerne dare notizia attraverso questa pagina.
La Giornata è stata istituita dall’Onu per ribadire il diritto delle persone disabili ad essere tutelate affinché ogni tipo di barriera fisica e culturale sia annullata e non impedisca più che ognuno di noi possa partecipare liberamente alla vita sociale.

Il mondo della cultura e, nello specifico, i nostri piccoli musei, possono e devono fare il possibile affinché questo diritto non sia negato. Il primo passo è quello di mostrarsi sensibili alle problematiche relative alla disabilità, discuterne e coinvolgere la comunità anche attraverso semplici iniziative. Contiamo sul vostro contributo!

martedì 24 novembre 2015

Musei accoglienti




Vi segnalo un articolo di Francesco Ghizzani Marcia, del quale anticipo qualche frase:
"Fin dall'ingresso i nostri musei (...) non sembrano particolarmente interessati a mostrare ai visitatori la loro faccia più calda e accogliente, ma al contrario esibiscono con una certa soddisfazione atteggiamenti impersonali e distaccati, da ufficio postale, come se valesse l'equazione freddezza=qualità del servizio.
ll visitatore viene ricevuto da banconi e pareti in vetro che lo separano da chi gli fa pagare il biglietto. Sbarre, porte chiuse e percorsi obbligati gli fanno capire che, una volta dentro, non sarà concessa la libertà di aggirarsi indisturbato e senza pensieri. E poi ci sono i cartelli, fitti di divieti, norme di comportamento e scritte piccine piccine a ricordare di non distrarsi mai, perché in qualunque momento della visita potrebbero presentarsi occasioni di errore, come la tentazione subdola e perversa di parlare a voce alta, a cui il bravo visitatore dovrà resistere con tutte le sue forze, perché infrangere uno dei severissimi comandamenti costringerà il personale del museo a rimproverarlo, se non peggio (alcuni si spingono a citare articoli del Codice). Il messaggio implicito sembra essere "Staremmo meglio senza di te, ma visto che proprio ti dobbiamo ricevere, almeno comportati come diciamo noi, perché tanto lo sappiamo che muori dalla voglia di entrare col cellulare acceso". Per carità, in molti casi (non tutti) gli operatori dispensano anche sorrisi e gentilezza, ma è troppo poco per uscire da quel modello di gestione "impersonale" che, come ha osservato Giancarlo Dall'Ara, Presidente dell'Associazione Piccoli Musei, si sta affermando in ambito museale: "i musei appaiono tutti uguali, con le stesse procedure, servizi offerti con modalità e contenuti identici e, infine, anche una comunicazione poco personale. Tutto questo rende i musei poco caratterizzati, privi di una propria personalità e quindi non attrattivi nei confronti del pubblico".

mercoledì 11 novembre 2015

I piccoli musei del mondo più vicini grazie a #Smallmuseumtour


Segnalo un paio di iniziative dell’Ass.ne Nazionale dei Piccoli Musei, volte sia a far conoscere i piccoli musei italiani, che a promuovere una cultura gestionale specifica per i piccoli musei, facendo rete con altri piccoli musei del mondo, che condividono il nostro punto di vista. 
Qui trovate il racconto di Caterina Pisu relativo all’edizione di #Smallmuseumtour con il Museu de Favela (Brasile)

Qui invece il racconto di #Smallmuseumtour che raccoglie anche il tour nel museo britannico Helston Museum

Qui infine le informazioni generali su #Smalllmuseumtour un progetto del’APM, ideato da Caterina Pisu e gestito assieme a Ilenia Atzori, dove trovate gli altri appuntamenti in programma:


martedì 13 ottobre 2015

I musei dello standard


Riprendo un post di Caterina Pisu pubblicato sulla pagina FB dell'Ass.ne Nazionale Piccoli Musei
"Nella sua relazione presentata a Massa Marittima, Giancarlo Dall'Ara rileva che troppo spesso in ambito museale si sta affermando il modello "impersonale": i musei appaiono tutti uguali, con le stesse procedure, servizi offerti con modalità e contenuti identici e, infine, anche una comunicazione poco personale. Tutto questo rende i musei poco caratterizzati, privi di una propria personalità e quindi non attrattivi nei confronti del pubblico. Qual è il motivo di tale dannosa uniformazione? Indubbiamente le politiche degli standard e l'affidamento dei servizi e di talune funzioni del museo a società esterne, sono le principali cause di tale situazione. Come ha ben evidenziato Maurizio Maggi (M. Maggi, V. Falletti, "I musei", Bologna 2012, p.173), "gli standard italiani sembrano puntare assai più sulle dotazioni che sulle prestazioni" e questo perché, alla fin dei conti, si tratta di un'operazione molto più semplice per gli enti e le istituzioni pubbliche che, anziché compiere una dichiarazione esplicita degli obiettivi che intendono raggiungere "preferiscono giustificare la propria utilità sociale richiamandosi a funzioni che devono svolgere piuttosto che a risultati che devono ottenere". 
A ciò si aggiunge il problema della separazione del ruolo scientifico dal ruolo educativo e sociale, rilevato da Giovanni Pinna ("Fondamenti teorici per un museo di storia naturale", Milano 1997, p. 44): quando anche queste funzioni basilari sono affidate a servizi esterni, il risultato è "un inevitabile appiattimento dei contenuti delle esposizioni del museo e del loro significato culturale" e quindi il museo "perde la propria conoscenza e la propria individualità a favore di questo modello generale, con il risultato che nei suoi rapporti con il pubblico ogni museo è divenuto uguale ad ogni altro museo".
Caterina Pisu


Immagine della mostra Alberi genealogici a Castellano (Villa Lgarina, TN)

martedì 6 ottobre 2015

Il mondo dei piccoli musei è extra-ordinario. Commenti al Convegno Nazionale


Difficile descrivere in poche righe i contenuti e l’esperienza del VI Convegno Nazionale dei Piccoli Musei.
Difficile da descrivere soprattutto a chi è abituato ai convegni soporiferi sui Berni Culturali.
Ma il mondo dei piccoli museo è davero un’altra cosa.
A riprova, ecco qualche commento:
Cinzia Murolo: “Non mi capita tutti i giorni di ricevere una dose di ottimismo come mi è successo venerdi scorso. E vi garantisco che nel nostro lavoro è vitale.
E allora un grazie sincero all'Associazione Nazionale Piccoli Musei, con il suo Presidente Giancarlo Dall'Ara, Caterina Pisu e tutto il fantastico staff, all'Assessore Marco Paperini, alla Direttrice musei e biblioteca di Massa Marittima Roberta Pieraccioli, a Vanda Peccianti e a tutta la banda della Cooperativa Colline Metallifere.
Grazie per il vostro impegno e per darci la possibilità di poterci incontrare e confrontarci sui nostri progetti.
E' in atto una rivoluzione, ne sono convinta, e come sempre quelle che partono "dal basso" sono le migliori!
Viva i piccoli musei, piccoli ma grandi nell'accoglienza, nell'entusiasmo, che fanno sentire i loro visitatori a proprio agio, che si spaccano il cervello ogni giorno per inventarsene una nuova, che stanno dietro ai futuri cittadini di domani.
Forse un giorno, nel nostro Paese, riusciremo a far sentire la storia e la bellezza come un'esigenza per tutti, una ricerca personale, un mezzo di crescita collettiva?
Noi ce la mettiamo tutta.
Alla prossima!”

Ed Ecco il commento di Lina De Podestà :“Abbiamo vissuto due giorni......"al massimo" e dentro di noi rimane un mondo di volti, voci, sorrisi, foto, parole, bella gente, condivisione, progetti, futuro, cultura, benessere. Il mondo in cui abbiamo sempre creduto e chi ci farà andare sempre avanti; con compagni d'avventura come gli amici dell'Associazione Piccoli Musei. Per questo ripropongo questa foto, che racchiude i miei sentimenti oggi. Non ci siamo proprio tutte, ma le altre ci sono comunque con la loro energia, c'è il Prof.Giancarlo Dall'Ara e davanti all'obiettivo tutte le altre splendide persone che sono state nostre ospiti a ‪#‎massamarittima per il convegno. Un abbraccio forte a tutti.”

Ilenia Atzori :“del ‪#‎convegnoapm ciò che amo di più, oltre gli spunti, gli argomenti ed i luoghi interessanti che si riesce a visitare, sono le persone. Vado sempre via con quel senso di nostalgia che si ha quando si lascia qualcuno di importante.
Avrei voluto passare più tempo con ognuno di voi, sia per le chiacchierate tra amiche consolidate, sia per le nuove conoscenze. Per citare Marta, delle "splendide conferme".
Mi mancherete, ma sappiate che adesso dovrete sopportarmi il doppio!
Un ringraziamento speciale va sicuramente a Vanda, che mi ha fatto un po' da mamma e tanto da amica, ed a tutte le ragazze della coop. colline metallifere, che sono favolose...
So che siete stanche, ma ne valeva la pena: siete state favolose!”

Se volete saperne di più e leggere altri commenti consultate lo storify di Caerina Pisu:

Queste sono le mie slides:


E questo è il blog del Gruppo Archeologico Massarosese che ci ha regalato un bel commento http://gruppoarcheologicomassarosese.weebly.com/blog/apm2015-due-giorni-dintensi-lavori-per-piccoli-ma-grandi-musei

lunedì 28 settembre 2015

Il convegno del 2 e 3 ottobre a Massa Marittima


La situazione e le prospettive dei piccoli musei italiani sono il tema del VI Convegno Nazionale dei piccoli musei, in programma venerdì e sabato a Massa Marittima, in provincia di Grosseto, nel Palazzo dell'Abbondanza. In Italia secondo l'Istat ci sono poco più di 4.000 musei; probabilmente però il numero reale è almeno il doppio di quello stimato ed è composto al 90% da piccoli musei. Si tratta di strutture museali molto diverse dai grandi musei non solo per dimensioni, spazi e risorse economiche ma in una prospettiva più ampia: in confronto alla comunità locale, al territorio, alla gestione e ai profili professionali, alle competenze e ai servizi offerti ai visitatori. Su tutti questi temi si confronteranno diversi studiosi e tecnici del settore, amministratori pubblici ed esperti provenienti da tutta Italia e dall'estero. Insieme alle prospettive di questo vero e proprio patrimonio nazionale, che però non è ancora valorizzato in pieno, i problemi nascono dalla gestione di queste strutture culturali. ''Un problema molto sentito dei piccoli musei locali è che hanno come modello gestionale quello dei grandi musei - spiega Vanda Paccianti presidente della Cooperativa Colline Metallifere - e questo comporta problemi a volte insormontabili per una piccola struttura, dalla necessità di un direttore a standard strutturali che male si adattano alle piccole realtà". (segue) (Stg/AdnKronos) 26-SET-15 17:46 NNNN

"Per questo una delle nostre richieste è quella di rivedere questi standard e adeguarli ai piccoli musei - continua Paccianti - L'altro problema è quello del pagamento dei diritti d'autore alla Siae per gli eventi musicali e teatrali, organizzati gratuitamente per i visitatori dei musei con l'intento di ampliare e fidelizzare il pubblico. Spesso si tratta di costi esosi molto più alti di quelli che sosteniamo per organizzare l'evento stesso e questo, ovviamente limita tutte quelle iniziative che possono incrementare il numero dei visitatori''. Il convegno si aprirà venerdì alle 14.30 con il sindaco di Massa Marittima Marcello Giuntini, seguito dall'intervento di Giancarlo Dall'Ara, presidente dell'associazione Nazionale Piccoli Musei. ''Noi più che una associazione - ha detto Dall'Ara - siamo un movimento di pensiero, non siamo strutturati, ma basati sul volontariato con responsabili regionali. Siamo molto attivi sui social media come Facebook e Twitter, abbiamo una collana di pubblicazioni e importanti relazioni internazionali''. (Stg/AdnKronos) 26-SET-15 17:46 NNNN