martedì 24 febbraio 2015

I temi dell'Ass.ne Nazionale dei Piccoli Musei


Riprendo alcune riflessioni pubblicate da Caterina Pisu nella nostra pagina Facebook:
"Parlare quindi di Musei e territorio in una congiuntura così drammatica, con una crisi economica che sembra quasi cruda e devastante, con le pubbliche istituzioni avvolte da un clima di insofferenza e stanchezza, accusate di procedere per inerzia sulla base di normative vecchie e sclerotiche, ancorché spesso disattese e piegate a effimere convenienze passeggere, significa contribuire alla riflessione su un modello di società ancora figlia della partecipazione, del pluralismo e della democrazia; significa fare un investimento in termini di civiltà e speranza tenace verso la conservazione di uno stile di vita alto e di qualità. I musei locali possono assumere una rilevante importanza nel contesto delle riflessioni su un simile modello di società, essi possono essere definiti Musei di "terza generazione" dopo quelli di storia della città, musei di "seconda generazione", anch'essi appartenenti alla categoria di musei in senso ampio "locali", la cui nascita segue, da un punto di vista cronologico e ideale, quella dei musei nazionali che a più titolo possiamo considerare i primi musei moderni in senso pieno, luoghi di produzione e trasmissione di idee e conoscenza diffusione, quindi democratica".
Questo brano è tratto dall'introduzione di Fulvio Ricci, direttore del Museo del Costume Farnesiano di Gradoli (VT), agli Atti del Convegno di Gradoli del 27 maggio 2011, "Musei e Territorio. Conoscere, proteggere, promuovere".
E' la prima delle considerazioni di Fulvio Ricci, e non solo di questo studioso, che vorrei pubblicare in questa pagina perché corrispondono pienamente al pensiero dell'APM (...). Ricci tocca un punto fondamentale che è l'arretratezza e l'inadeguatezza delle normative e l'inerzia delle istituzioni. Purtroppo si tratta di due problemi con i quali ci si deve scontrare quotidianamente e per questo motivo è fondamentale riuscire a creare una "rete" tra coloro che si occupano di musei, intesa non come "sistema" imposto dall'esterno per motivi amministrativi ed economici, ma come esigenza concreta di relazione tra varie realtà attive e con identiche finalità.

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