martedì 10 maggio 2016

Un pensiero dopo il VII Convegno Nazionale


Se siete abituati ai convegni sui musei in Italia, e non avete mai partecipato ai nostri, non potete capirne la differenza.
Provo a spiegarmi con due righe di una lettera che mi ha inviato stamane un relatore che ha parteciopato al nostro incontro di Monselice: “E' stato un onore poter dare il nostro contributo in un convegno di così alto livello scientifico ma anche così ricco dal punto di vista umano”.
Ecco la differenza è proprio questa: i nostri incontri sono certo incontri di aggiornamento e di divulgazione delle nostre tesi sui piccoli musei e le loro specificità, di studio di buone prassi, ma sono soprattutto occasioni relazionali, nelle quali si respira un’atmosfera al tempo stesso di complicità, passione e innovazione.
Per chi non c’era ricordo che a Monselice si è svolta l’assemblea nazionale APM, il VII Convegno Nazionale dei Piccoli Musei, la 1° esposizione dei servizi museali per piccoli musei (grazie Daniela Cini!!!), il focus con i gestori dei PM del Veneto (grazie Simonetta Pirredda e Master UniPadova), ed una serie di spettacoli di contorno che hanno reso l’evento una esperienza davvero molto bella.
Ora dobbiamo concentrarci sul convegno che terremo a Calimera, in Puglia, il 7 e 8 ottobre, e non sarà facile perché in Puglia non abbiamo una forte rete di piccoli musei aderenti al nostro movimento di pensiero. Di mezzo c’è l’incontro con il Ministero. E, come potete immaginare, anche a Roma non sarà facile convincerli che nel nostro Paese occorre innovare davvero, e che le parole non bastano. 

la foto è di Marta Coccoluto

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