domenica 20 maggio 2018

Piccolo è necessario


L’Italia della cultura si muove a due velocità: i piccoli corrono sempre più in fretta.
Rispetto alle Istituzioni culturali di grande dimensione i piccoli musei corrono più in fretta: aumentano di numero ad un ritmo sempre più elevato, sono innovativi sia nella gestione che nelle soluzioni espositive e didattiche, che nei rapporti con il territorio. E’ la piccola dimensione a renderli diversi e creativi. Per i piccoli l’innovazione è una necessità per poter svolgere i propri compiti istituzionali e culturali e per avere più visitatori. Il fatto di non sentirsi garantiti impedisce loro di restare immobili. Se non eravate a Rovereto a sentirci parlare di nuova museologia, date un'occhiata a come si stanno preparando per la festa nazionale del 3 giugno, e ve ne accorgerete anche voi.
Il Ministero non si è ancora accorto di questo mondo, non lo conosce, non lo capisce e lo penalizza. L’Associazione Nazionale dei Piccoli Musei chiederà al nuovo Ministro di riconoscere finalmente questa realtà (che rappresenta il 98% dei musei italiani), e chiederà norme specifiche più semplici per i piccoli musei.

A Rovereto, al nostro IX Convegno Nazionale, Claudio Martinelli, dirigente del servizio attività culturali della provincia di Trento, parlando di biodiversità culturale ha invitato a passare dal tema “piccolo è bello” a “piccolo è necessario”. Un invito che condividiamo e che giro subito al Ministero, anzi al nuovo Ministro.

Ecco come il Resto del Carlino(La Nazione e Il Giorno raccontano la nostra realtà (domenica 20 maggio)

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