sabato 13 luglio 2019

Piccoli musei e digitale



Riportiamo di seguito una parte dell'articolo che Marta Coccoluto ha pubblicato su Artribune (luglio 2019), riprendendo i dati del monitoraggio effettuato da APM sulla realtà dei piccoli musei in Italia:


"L’autenticità delle relazioni, la qualità dell’accoglienza, la gestione del ricordo sono i punti cardine su cui si fonda la cultura di gestione dei Piccoli Musei. I capilettera servono a non confondere i Piccoli Musei – riuniti dal 2007 in un’Associazione Nazionale guidata da Giancarlo Dall’Ara che a oggi conta oltre 350 realtà – con i musei piccoli, tali per spazi, visitatori, addetti e risorse. Non una versione rimpicciolita e limitata di un grande museo, ma il risultato di una specifica cultura di gestione, che ben collima con quanto oggi si chiede a un ‘museo online’, di cui i grandi musei sono alla rincorsa. I risultati di un’indagine condotta nel 2019 su 115 associati testimoniano la grande dinamicità online dei Piccoli Musei, unita a una maggiore e più ampia presenza in Rete. Il 75% ha un proprio sito Web e nell’81% dei casi è un sito proprietario, contro il 47% dei musei indagati dall’Osservatorio. Il 90% è presente sui Social Network (vs. il 69%), usati per promuovere gli eventi e le iniziative del museo (96%), per dare informazioni sui servizi (84%) e per condividere contenuti culturali (60%). Dei Piccoli Musei online,il 98% sa Facebook, il 48% è su Instagram (vs. il 15% dei musei più grandi - dati 2017). Oltre il 70% è presente su almeno due Social Network e oltre il 30% su almeno tre, tra Facebook, Instagram, Twitter, YouTube e Pinterest. Su Facebook il 12% dei Piccoli Musei pubblica quotidianamente contenuti, il 52% condivide da 1 a 3 post ogni settimana, su Instagram l’11% posta ogni giorno e il 34% da una a tre volte a settimana. Stessa percentuale settimanale su Twitter, che in buona parte (pari al 21%) è giustamente usato in specifiche occasioni, legate al ‘qui e ora’, come il live di eventi e incontri, breaking news o durante la Museum Week. Un altro aspetto interessante le figure professionali che curano la presenza online. Se nel 37% dei casi è lo staff del piccolo museo ad occuparsi della comunicazione online secondo necessità, seguito da un 17,4% dove è il curatore a svolgere questo compito, emerge una consapevolezza rispetto al fatto che il Web non sia uno strumento a costo zero, ‘maneggiabile’ da chiunque. Nel 39% dei Piccoli Musei la comunicazione online è affidata a personale interno (26%) o esterno (13%) che ha competenze digitali, di base o avanzate (5,2%), unite a competenze in ambito museale. Lo stesso non si riscontra nelle realtà più grandi e teoricamente più strutturate, dove l’Osservatorio registra nel 2019 un 64% di musei privo di figure professionali con competenze legate al digitale. I piccoli musei, consapevoli di essere tali, sono più innovativi nella gestione e dunque più attivi online: con le loro competenze possono contagiare il sistema dei Beni Culturali in Italia, perché la loro sfida non è di crescere in dimensione, ma in considerazione. 

di Marta Coccoluto


 ". 


Nessun commento:

Posta un commento