mercoledì 27 maggio 2020

Il 30% dei piccoli musei è in dubbio se riaprire in questa fase




(ANSA) - ROMA, 26 MAG - Quasi il 20% dei piccoli musei italiani è riuscito ad aprire il 18 maggio, primo giorno consentito per tornare ad accogliere i visitatori dopo il lockdown. La grande maggioranza, quasi la metà delle strutture, si sta ancora organizzando, dichiarandosi, però, in grado di farlo entro giugno. Circa un terzo è ancora in dubbio se riaprire o meno nel prossimo futuro. E' la fotografia scattata nei primi giorni della Fase 2 dall'Associazione Nazionale dei Piccoli Musei, che riunisce circa 400 realtà su tutto il territorio nazionale.
    Secondo i dati raccolti, i piccoli musei si mostrano sostanzialmente pronti a garantire nuovi standard di visita per la sicurezza degli ospiti. Tra coloro che hanno già aperto le porte, oltre il 75 % diffonde materiale per spiegare le nuove regole di visita, l'80% ha previsto un numero massimo di ingressi, il 56% ha organizzato un circuito di visita a senso unico e il 40% delle strutture monitora la temperatura dei visitatori. Si offrono mascherine e guanti (nel 24% e 40% dei casi). Pochi ricorrono all'ampliamento dell'orario, mentre il dispenser con gel igienizzante è presente in oltre il 90% delle strutture.
    Quanto alle settimane di chiusura, solo poco più del 60% dei piccoli musei è riuscito ad aumentare la propria presenza sul web. Viceversa, circa 4 su 10 non sono riusciti a cogliere l'occasione per implementare la propria attività online. Ad offrire nuove possibilità di comunicazione sono soprattutto i social (in particolare Facebook e Youtube). Diffuso è il coinvolgimento nella didattica, nella distribuzione di podcast e nella messa a disposizione di visite virtuali. Nota positiva, dalle risposte elaborate dal sondaggio risulta che, durante un periodo critico come quello presente, i piccoli musei tendono a percepire la propria dimensione più come un vantaggio che come un elemento negativo. (ANSA).

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